Jashari, un'occasione persa: il milan lo relega al ruolo di riserva

L'attesa per Ardon Jashari e il suo impiego in maglia milanista sembra destinarsi a rimanere un miraggio. La partita contro la Colombia ha confermato, con amarezza, l'inconsistenza del tecnico Murat Yakin, che lo ha escluso dalle dinamiche di gioco in maniera decisiva.

Un mondiale deluso, un milan che non risponde

Dopo una stagione deludente, segnata da un acquisto faraonico e da infortuni pesanti, Jashari puntava al Mondiale come una sorta di tabula rasa. Invece, la Confederations League ha solo accertato la sua marginalità, relegandolo a ruoli minori e a presenze sporadiche.

La scelta di Yakin, che lo ha impiegato sia come centrocampista a sostegno che come trequartista, non ha prodotto i risultati sperati. Solo 23 tocchi, pochi filtraggi e una performance ininfluente, culminata con la sostituzione all'intervallo.

La voce di jashari: "sono deluso, ma farò mio dovere"

La voce di jashari: "sono deluso, ma farò mio dovere"

«Sono deluso», ha dichiarato il centrocampista svizzero, visibilmente frustrato. «Il mio terzo Mondiale e ancora poche opportunità. Il giocatore ha sempre l'aspettativa di giocare, è il suo lavoro. Ho detto a Yakin che sarei arrivato in ritiro con una buona energia e con il giusto atteggiamento, pronto a mettermi al servizio della squadra e ad aiutare, ma alla fine è sempre l'allenatore a decidere chi va in campo». Un'ammissione di imbarazzo, un riconoscimento della sua condizione di pedina sacrificabile.

Un investimento sbagliato?

Un investimento sbagliato?

Arrivato dal Bruges per 34 milioni, Jashari rappresentava un investimento importante per il Milan, ma la sua parabola discendente è stata bruscamente interrotta da una frattura al perone in allenamento. Un colpo fortunato per i rossoneri, ma un vero e proprio handicap per il giocatore, che ha perso un intero campionato.

Con soli 700 minuti in campo, 7 presenze da titolare e zero gol, le sue statistiche raccontano una Storia di inazione. Un talento sprecato, un sogno mondiale infranto.

Il futuro?

Il futuro?

Nonostante la delusione, Jashari ha espresso il suo desiderio di affrontare Messi, un idolo da bambino. «Di solito non chiedo la maglia agli avversari, ma con Messi sarebbe un caso speciale. Ci proverò». Un gesto di umiltà, una speranza flebile, ma un segno che il talento svizzero non ha ancora smesso di sognare.