Italia, la corsa al ct: conte riparte da napoli, mancini fuori dai giochi?

Il futuro della panchina azzurra è più incerto che mai. Mentre la Federcalcio si prepara al voto del 22 giugno, il nome di Antonio Conte torna prepotentemente in cima alla lista dei papabili, grazie a un via libera inatteso da parte di Aurelio De Laurentiis. Un segnale forte che cambia radicalmente le carte in tavola, relegando altre opzioni – come un improbabile ritorno di Roberto Mancini – in un angolo.

Allegri dice no, mancini in bilico: chi prenderà il posto di spalletti?

Allegri dice no, mancini in bilico: chi prenderà il posto di spalletti?

La notte di Zenica ha sancito la fine di un'era, ma anche l'inizio di una caccia all'uomo. O meglio, all'allenatore giusto per risollevare il morale di una nazionale ferita. Massimiliano Allegri, nonostante fosse da tempo considerato un possibile erede di Spalletti, ha seppellito ogni ambizione, concentrandosi sul rilancio del Milan e sulla Champions League. Un rifiuto che fa luce sulla complessità della situazione e sulla necessità di trovare una figura in grado di imprimere una svolta.

Roberto Mancini, l'artefice del trionfo di Wembley, sembra ormai fuori dai giochi. La sua candidatura è appesantita da una scelta poco oculata, quella di volare in Arabia Saudita dopo l'addio alla Nazionale, e da un'età che non gioca a suo favore. La Figc, attenta a non ripetere gli errori del passato, preferisce valutare altre alternative.

Antonio Conte, però, ha tutte le carte in regola per tornare a guidare gli Azzurri. Il suo rapporto con De Laurentiis è saldo, tanto da rendere improbabile un ostacolo contrattuale alla sua eventuale chiamata dalla Federcalcio. Un'occasione imperdibile per Conte, che non ha mai nascosto la sua passione per la Nazionale e la sua volontà di rimediare all'amara esperienza del 2016, quando l'Italia fu eliminata ai quarti di finale dai rigori contro la Germania.

La stima reciproca tra Conte e la Figc è evidente, così come la sua abilità nel ricostruire ciò che si è rotto: un'esperienza che potrebbe rivelarsi fondamentale per risollevare le sorti della nazionale. E se Malagò dovesse essere eletto presidente federale, il dialogo con De Laurentiis si intensificherebbe ulteriormente, facilitando la strada a Conte.

La Federcalcio, però, non si affida solo all'esperienza. Si guarda al futuro, alla necessità di individuare un tecnico con una visione a lungo termine, capace di costruire un progetto solido e duraturo. Le prossime ore saranno decisive: entro il 13 maggio, i candidati dovranno presentare i loro programmi, e la scelta finale potrebbe cadere su una figura a sorpresa, magari con il supporto di un direttore tecnico con una profonda conoscenza del calcio italiano.

Mentre l'Italia cerca disperatamente un nuovo volto per la sua panchina, una cosa è certa: la strada è ancora lunga e disseminata di insidie. Ma c'è anche la consapevolezza che, con la giusta guida, gli Azzurri possono tornare a brillare e a inseguire il sogno di un nuovo Mondiale.