Finn, il re di villa: un'impresa a 66 anni di distanza

Treviso è ancora l’epicentro del ciclismo Under 23. Lorenzo Mark Finn, il diciottenne ligure della Red Bull-Bora-Hansgrohe rookies, ha riscritto la Storia del Trofeo Belvedere, conquistandolo per la seconda volta consecutiva, un’impresa che non si vedeva dal 1960, quando Claudio Zanchetta dominava la scena. Una vittoria di sostanza, costruita con intelligenza tattica e una condizione fisica che sta decisamente migliorando, come lui stesso ha ammesso.

La strategia vincente: un’azione solitaria a trenta chilometri dal traguardo

Finn ha piazzato l’affondo decisivo a trenta chilometri dalla conclusione, dimostrando una lettura di gara impeccabile. Un’azione che ha messo in seria difficoltà gli avversari, incapaci di riavvicinarsi. L’azzurro ha sfruttato al meglio il lavoro della sua squadra, che lo ha tenuto al sicuro e protetto fino al momento cruciale, secondo quanto emerso dalla riunione tecnica del mattino.

La vittoria di Finn riporta al successo un campione del mondo in carica a 46 anni dall'ultima volta, quando Gianni Giacomini trionfava nel 1980. Una statistica che sottolinea ulteriormente l’importanza di questo risultato e la qualità del giovane ligure. Sul podio, a 1’20”, il britannico Smith (Visma) e il francese Bambagioni (Technipes), a dimostrazione di una corsa molto tattica e combattuta.

L’ispirazione pogačar e le sensazioni in crescita

L’ispirazione pogačar e le sensazioni in crescita

“Devo ringraziare la squadra per il supporto”, ha dichiarato Finn a fine gara. “Ho seguito il piano che avevamo elaborato e sono felice di averlo portato a termine.” Ma la sua mente vola già più in alto, all’esempio di Tadej Pogačar: “Per me, Tadej è un’ispirazione. Scatta spesso da molto più lontano, e quello che fa è impressionante. Chapeau.” Finn ammette di aver avuto un inizio di stagione “un po’ a rilento”, ma sottolinea come le sensazioni siano in costante miglioramento. Una crescita che lascia ben sperare per il futuro.

La Red Bull-Bora-Hansgrohe rookies ha dimostrato di avere un talento puro nelle sue fila, e Lorenzo Mark Finn è destinato a diventare uno dei protagonisti del ciclismo mondiale. La sua vittoria a Villa di Villa non è solo un trionfo personale, ma un segnale di rinascita per il ciclismo italiano, che ritrova un campione del mondo capace di imporsi anche nelle corse Under 23. La strada è ancora lunga, ma Finn ha già dato un chiaro segno del suo potenziale: quello di diventare un vero e proprio campione.