Castro: «due mesi decisivi, poi non mi vincolo al bologna»
Casteldebole. Un sorriso, un passo felpato sull’erba e poi una frase che fa tremare i tifosi rossoblù: Santiago Castro, l’attaccante argentino che ha conquistato Bologna con la sua fame e i suoi gol, non si sbilancia sul futuro. Due mesi cruciali, tra Serie A e l’impegno con l’Aston Villa, e poi… si vedrà. Un’apertura che lascia spazio a interpretazioni, ma che soprattutto sottolinea come il mercato del calcio sia un vortice di incertezze.

Il rifiuto alla nazionale: un rimpianto?
Il racconto di Castro, in esclusiva per BeppeSport, è un viaggio tra passato, presente e futuro. E nel passato c’è un’occasione mancata, un “no” all’allora ct Spalletti che, a suo dire, “non sapremo mai” se avrebbe portato l’Italia ai Mondiali. Un rammarico? Forse. Ma il rispetto per la maglia azzurra è granitico e la sua lealtà verso l’Argentina, dove ha in programma il suo prossimo tatuaggio, è immutabile. Un uomo a posto, questo è chiaro.
Dall’Argentina a Bologna, un percorso in ascesa. 21 gol in poco più di due anni, una trasformazione da bomber solitario a elemento di squadra, grazie agli insegnamenti di Motta e Italiano: “Prima tiravo dritto verso la porta, ora dialogho con i compagni”. Un’evoluzione tattica, ma anche di mentalità. Castro, il quadro vivente, il talento che si affina giorno dopo giorno.
Ventitrè tatuaggi e uno in arrivo. Un rituale, un’espressione artistica che racconta la sua Storia. E poi, l’ambizione sportiva: Coppa Italia e, perché no, Europa League. “Vogliamo arrivare in finale”, l’eco delle parole di Bernardeschi, un compagno con cui Castro condivide un’incredibile sintonia. Il verbo “voglio” è un’arma potente, ma va accompagnato dal lavoro, dalla costanza, dalla dedizione.
La delusione per la Supercoppa persa contro il Napoli ha lasciato il segno, un peso che ha influito sulle prestazioni successive. “Ci resti male, e te la porti dietro”, ammette Castro, senza cercare scuse. Ma la mente è già proiettata verso i prossimi due mesi, quelli che determineranno il futuro del Bologna e, forse, il suo.
La sfida contro l’Aston Villa, una rivincita da bagnare in casa, al Dall’Ara. “La Roma ti fa giocare di più, l’Aston Villa è più diretta, è forte, ha giocatori veloci ed è forse la vera favorita per la vittoria finale”. E poi c'è Dibu Martinez, “un idolo per mio fratello, un campione per me, una bella persona che ho avuto il piacere di conoscere”.
Il mental coach, una figura sempre più importante nel mondo del calcio. “Da fuori sembra che la nostra vita sia tutta dorata, perfetta, sicura; e invece anche noi abbiamo necessità, dubbi, bisogno di supporti.” Un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale per mantenere alta la concentrazione e gestire la pressione.
Rinnovato il contratto con il Bologna, ma le porte d’Europa sono aperte. “Mancano due mesi alla fine della stagione e col Bologna sto da dio, mi sento in una vera famiglia. Per cui oggi penso solo a questa famiglia, però non mi va di dire ‘resterò ancora tanti anni’ e fare eventuali figure di chi parla tanto per parlare.” Un messaggio chiaro, un avvertimento per le big europee che lo corteggiano. La sua priorità è Bologna, ma il futuro è un libro aperto.
E mentre giovedì ha celebrato il matrimonio con Agustina, a Cremona dovrà chiudere un cerchio, cancellare il ricordo di una sconfitta che brucia ancora. Ma Santiago Castro non è da meno. I suoi 21 gol parlano chiaro: è un guerriero, un bomber, un talento destinato a brillare, indipendentemente dal suo futuro.