Zarate, dal lazio al boca: 'mi vita senza il pallone è un sogno, ma il campo mi chiama'
- Il ritorno alle radici: ‘la vita fuori dal calcio è un’altra cosa, ma il pallone… il pallone è una passione eterna’
- Il boca, un’ossessione innegabile
- L’intuizione precoce: ‘sapevo già da anni’
- L’infortunio, una svolta inaspettata
- Il modulo, una scelta precisa: ‘il 3-4-2-1’
- Il duello con heinze, un esempio
- Un rimpianto, ma un futuro roseo
Mauro Zarate, ex idolo della Lazio, ha rilasciato un’intervista a Diretta.it rivelando un addio alla Capitale carico di emozioni e un futuro ancora più vicino al suo cuore, il Boca Juniors. Un racconto intenso, tra la gioia di una nuova vita e il ricordo di un passato glorioso.
Il ritorno alle radici: ‘la vita fuori dal calcio è un’altra cosa, ma il pallone… il pallone è una passione eterna’
Zarate ha descritto la sua nuova esistenza con una serenità contagiosa: ‘Me la godo. Mi godo la vita, mi godo la mia famiglia, mi godo l’accompagnamento dei miei figli nelle loro cose, nelle loro attività. e mi godo il calcio ora, fuori’. Ma la domanda che tutti si pongono è: cosa succederà quando il campo lo richiamerà?

Il boca, un’ossessione innegabile
‘Sì, per il Boca’, ha risposto Zarate senza esitazione. ‘Sì, senza dubbio. Ci sono cose che si rispondono da sole’. E poi, con un sorriso, ha aggiunto: ‘Non per un altro club? No, è così. Sarebbe così, perché è bellissimo’. Un’emozione palpabile, un legame indissolubile con la squadra che ha visto crescere come calciatore e come uomo.

L’intuizione precoce: ‘sapevo già da anni’
Zarate ha confessato di aver intravisto il suo futuro da anni: ‘Sì, sì, mi era chiaro già da diversi anni. Inoltre, mi piace e mi diverte molto. E mi piace insegnare tutto ciò che ho imparato da tutti gli allenatori e i giocatori che ho avuto al mio fianco’. Un’esperienza preziosa, un bagaglio di conoscenze che ora intende mettere a disposizione della prossima generazione.
L’infortunio, una svolta inaspettata
‘In Italia, quando mi sono infortunato. Dopo la Platense stavo andando a Cosenza per giocare lì e passare gli ultimi anni in Italia. Beh, mi sono rotto il legamento e allora ho detto “basta, andiamo, restiamo in Argentina, entriamo nel calcio, godiamoci la vita e basta”’. Un momento di sconforto, ma anche di consapevolezza: era giunto il momento di tornare a casa.
Il modulo, una scelta precisa: ‘il 3-4-2-1’
Zarate ha rivelato le sue preferenze tattiche: ‘Mi piace la formazione 3-4-2-1’. Una scelta equilibrata, capace di coniugare possesso palla e contropiede. ‘Tenere la palla, per me è fondamentale. Non credo che dipenderò dai giocatori, come si dice a volte, ma li preparerò e avrò bisogno di molto tempo. Per questo voglio iniziare con un precampionato e non voglio avere fretta, perché avrò bisogno di tempo per utilizzare i giocatori che ho e arrivare a quello che voglio fare con loro’’. Un approccio metodico, basato sulla pazienza e sulla conoscenza del giocatore.
Il duello con heinze, un esempio
‘Mi è piaciuto quando ero con Heinze, mi è piaciuto con il Velez. Ci sono molti allenatori. Mi piace molto il Liverpool di Slot e mi piacciono molto le squadre di Conte. Molto, molto. Mi piace molto anche quando gioca l’Argentinos Juniors’’. Un’ammirazione per i grandi allenatori, un continuo confronto e un’aspirazione a raggiungere i loro livelli.
Un rimpianto, ma un futuro roseo
‘Sì, diverse cose’. Zarate ha confessato di aver provato un forte rammarico per aver lasciato il Velez. Ma, con un sorriso, ha concluso: ‘È bellissimo giocare per il Boca. Alcuni giocatori possono soffrire, ma io mi sono divertito al massimo. Le partite che ho giocato, i gol, gli assist La verità è che erano numeri molto buoni’. Un passato ricco di successi, un presente pieno di speranze e un futuro che si preannuncia entusiasmante. ‘Se Riquelme la chiamasse ora ad allenare il Boca sarebbe molto difficile dire di no. Ma immagino che le piacerebbe ricevere questa telefonata perché sta facendo molto bene e ora sta facendo le cose bene. Devo dimostrare di essere un buon allenatore, altrimenti…’
