Zampolli, il fantasma iraniano: azzurri scommettono sul ritorno ai mondiali?
La partita è tutt'altro che finita. Paolo Zampolli, l’ex dirigente, ha riacceso la miccia di un’ipotesi che da anni brucia nel sottobosco calcistico: l’Italia come sostituto dell’Iran ai Mondiali 2026. Un’operazione audace, quasi sovversiva, che mette in discussione le certezze e i tabù del mondo del pallone.
Un’offerta inaspettata, un’ambivalenza nazionale
Infatti, la proposta di Infantino – che, secondo fonti autorevoli, è stata presentata in realtà – di impiegare gli Azzurri in caso di squalifica dell’Iran ha scatenato un terremoto. Da un lato, la tentazione del ritorno su un palcoscenico globale, un’opportunità di rilancio economico e di prestigio per un’Italia che da troppo tempo guarda il Mondiale da spettatore. Dall’altro, la profonda reticenza di gran parte della dirigenza, che rifiuta categoricamente l’idea di una ripescaggio, ritenendo che il merito debba essere sempre il presupposto fondamentale.

Le voci contrastanti: zoff, abodi e giorgetti
Il dibattito è acceso. Dino Zoff, con la sua proverbiale franchezza, ha ammesso che “non sarebbe molto sportivo, ma l’utile è utile”. Una frase che, paradossalmente, incarna il pragmatismo di chi, pur di evitare l’assenza, accoglierebbe anche un’offerta d’ufficio. Al contrario, Andrea Abodi, Ministro dello Sport, è stato altrettanto categorico: “Non è opportuno, ci si qualifica sul campo”. La posizione è condivisa da Luciano Buonfiglio, Presidente del CONI, che ha espresso il suo disappunto, sottolineando l’importanza del meritato accesso. E poi c’è Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia, che, senza mezzi termini, ha confessato di vergognarsi in caso di ripescaggio.

L’iran non si muove: la determinazione del ministro mohejerani
Ma la vera chiave della situazione risiede in Iran. Il Ministero dello Sport, su ordine del ministro Fatemeh Mohejerani, ha dichiarato la piena preparazione della nazionale per i Mondiali 2026 negli Stati Uniti, negando categoricamente ogni possibile scenario di ripescaggio. Un muro invalicabile, per ora.

Il sondaggio: la rabbia dei tifosi
La Gazzetta dello Sport ha condotto un sondaggio online: il 61.9% dei tifosi italiani ritiene che il Mondiale vada conquistato sul campo, mentre solo il 42.9% sarebbe disposto ad accogliere l’Italia tramite ripescaggio. Un dato che riflette, a suo modo, la profonda delusione di una nazione che da troppo tempo aspetta di tornare a sognare.

La fifa, l’arbitro finale
Adesso, la palla passa dalla FIFA. Infantino dovrà prendere una decisione, un atto che definirà, in definitiva, l’identità del calcio italiano. Un’operazione delicata, che richiede equilibrio e rispetto per le regole, ma anche una lucida valutazione delle opportunità e dei rischi. Un’occasione da non perdere, o forse, da evitare a tutti i costi.
