Wnba: accordo storico tra giocatrici e lega, salari e ricavi in forte crescita
Dopo oltre un anno di trattative estenuanti, la WNBA e il suo sindacato, WNBPA, hanno finalmente raggiunto un accordo sul nuovo contratto collettivo. Un passo avanti significativo che consolida la crescita vertiginosa della lega, con impatti diretti sui salari delle atlete e sulla sua sostenibilità finanziaria.
Salari e ricavi: una svolta per il futuro
L'accordo, che preannuncia la trentunesima stagione della WNBA a partire dall'8 maggio, rappresenta un cambiamento epocale. Le giocatrici vedranno aumentare significativamente i loro compensi: il tetto salariale passa da 1,5 milioni di dollari a 2 milioni. Si stima che gli stipendi medi raggiungano i 600.000 dollari, con un minimo salariale che supera i 300.000 dollari. Una differenza notevole rispetto alla stagione precedente, che aveva visto un minimo di 66.000 dollari.
Ma la vera novità riguarda la ripartizione dei ricavi. L'accordo prevede che le atlete ricevano una percentuale del 20% dei ricavi totali della lega, una cifra che supera di gran lunga il precedente 9%. Questa modifica, frutto di un confronto serrato, pone la WNBA su un piano di parità con altre leghe sportive di primo livello come la NBA, la NHL e la NFL, dove la divisione tra giocatori e proprietari si avvicina al 50%.

Crescita e investimenti: un mercato in espansione
Il 2025 si conferma un anno record per la WNBA, con spettatori e ascolti televisivi ai livelli più alti della sua storia. Le Golden State Valkyries, guidate da Cecilia Zandalasini, hanno stabilito un nuovo record di presenze, esaurendo tutte le 22 partite casalinghe. La lega ha inoltre firmato un accordo di diritti televisivi con Walt Disney (ESPN), NBCUniversal e Amazon Prime Video, per un valore complessivo di 2,2 miliardi di dollari distribuiti nell'arco di 11 anni. E con l'introduzione di due nuove franchigie, Portland Fire e Toronto Tempo, la WNBA si proietta verso un futuro ancora più competitivo.
