Var: un bunker tecnologico sotto lissone, la trasparenza al servizio del calcio
Tra schermi giganti, replay in slow motion e un esercito di operatori, il centro di controllo di Lissone gestisce la rivoluzione del Var nel calcio italiano. Non è un’operazione di fantascienza, ma una realtà complessa e affascinante.
Lissone, il cuore pulsante del var
L’ambiente, descritto come un “battage” degno di Houston, è un vero e proprio ecosistema tecnologico: 240 chilometri di cavi, 130 cavi elettrici, 65 cavi per video e fibra ottica, 40 per i dati, e un team di comunicazione sempre presente. Un’esplosione di luci, pulsanti rossi e verdi, server che ruggiscono e un'atmosfera carica di tensione.

L'isolamento degli arbitri: un rifugio inaspettato
Ma l’elemento più sorprendente è una sala apparentemente anonima: un cubicolo senza finestre, dove gli arbitri, in giacca e cravatta, si preparano a immergersi completamente nel vivo della partita. Un vero e proprio ‘refugium peccatorum’, dove ogni distrazione è osteggiata. È la stessa stanza che vediamo in televisione, un luogo dove la concentrazione è assoluta – un anacronismo che, a pensarci, è quasi comico.

La trasparenza come valore fondamentale
Come sottolinea Andrea Moccia, fondatore di Geopop, “Iliad, innovation and technology partner, insieme a Lega Serie A, condivide il valore della trasparenza”. Un’affermazione che ribadisce il principio cardine del Var: la trasparenza è il valore fondante. Un’ambizione che, in un’epoca di dubbi e polemiche, appare più che mai necessaria.

D'aversa e la tecnologia: un futuro inevitabile
Nonostante il contrasto tra l'ambiente tecnologico e la routine degli arbitri, il sistema Var continua a evolversi, promettendo un calcio più equo e preciso. Un’innovazione che, forse, cambierà per sempre il modo in cui viviamo lo Sport. E Lissone, nel suo piccolo, è il motore di questa rivoluzione.”n
