Van der poel, la sconfitta amara: pogacar implacabile al tour delle fiandre

Mathieu van der Poel ha sfiorato la gloria, fermandosi a un soffio dalla conquista del suo quarto Tour delle Fiandre, un traguardo mai raggiunto nella storia della ‘Ronde’. Un’altra volta, il giovane talento olandese si è dovuto arrendere alla forza inarrestabile di Tadej Pogacar, diventato un incubo ricorrente dopo la scorsa stagione, e che ora può vantare ben tre titoli al suo palmarès.

La legge del più forte si impone a oudenaarde

La sfida, a dirla tutta, ha avuto un padrone fin dai chilometri decisivi. Van der Poel, al termine della gara, ha ammesso con la crudezza di chi ha dato tutto sull’asfalto fiammingo, di non aver potuto competere con la superiorità di Pogacar. “Ho fatto tutto quello che potevo, ma c’era uno più forte di me e non ho potuto farci nulla,” ha dichiarato l’olandese a Sporza, aggiungendo: “Stavo spingendo con 650 watt e ancora non riuscivo a stargli dietro. A volte, il ciclismo è così.”

Dopo la scia di Pogacar all'Oude Kwaremont, Van der Poel aveva resistito con orgoglio sui pavé di Koppenberg e Taaienberg, terreno dove solitamente detta legge. Ma la crepa definitiva si è aperta proprio al secondo passaggio sul ‘Vieux Kwaremont’. “Nel tratto pianeggiante dell’Oude Kwaremont sono riuscito a tenerlo un po', e persino mi sembrava di avvicinarmi. Ma Pogacar aveva ancora delle risorse, ed è lì che ho ceduto, piegandomi alla legge del più forte.

Un podio condiviso, ma l

Un podio condiviso, ma l'amaro in bocca

Nonostante la delusione per il secondo posto, Van der Poel ha comunque celebrato il podio condiviso con Pogacar e Remco Evenepoel, pur con una smorfia di rammarico. La foto dei tre grandi protagonisti del ciclismo mondiale, immortalati a Oudenaarde, racconta di una giornata a due facce: la lucida analisi di Van der Poel, ora che la fatica è alle spalle. “Non è il podio più bello della mia carriera, perché avrei voluto vincere. Ma sono realista: Pogacar è sempre l’uomo da battere. Ho raggiunto il livello che mi ero prefissato, ma oggi è stato semplicemente troppo forte.” La differenza non è stata tanto tecnica, quanto di pura, inesorabile potenza. Pogacar ha semplicemente avuto le gambe più lunghe, e in un classico come il Tour delle Fiandre, non servono fronzoli: serve solo forza.