Taekwondo, italia in cima del ranking mondiale: un trionfo inatteso

La Federazione Italiana Taekwondo ha sganciato il primo posto nel ranking globale delle Member National Associations stilato dalla World Taekwondo. Un risultato che conferma la solidità del sistema federale italiano, un dato di fatto che sorprende e, a mio avviso, merita di essere analizzato con attenzione.

Un successo che va oltre le medaglie

Non si tratta solo di successi in competizione, sebbene questi siano ovviamente un elemento fondamentale. La FITA ha dimostrato una governance efficiente, un’adesione capillare, performance solide, un’organizzazione eventi impeccabile e, soprattutto, una visione strategica a lungo termine che garantisce sostenibilità. Un modello, a mio parere, da studiare.

Le statistiche parlano chiaro: un punteggio di 80,5 su 100, un divario notevole rispetto ai rivali diretti come Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Corea del Sud. Ma la vera forza della FITA risiede nella capacità di investire nel futuro, di promuovere lo Sport a tutti i livelli e di formare atleti e tecnici di alto livello.

L’orgoglio di cito e il supporto istituzionale

L’orgoglio di cito e il supporto istituzionale

Il presidente Angelo Cito ha espresso grande soddisfazione per questo traguardo, ringraziando il Ministero dello Sport, il Coni e Sport e Salute per il loro supporto. Un riconoscimento importante, ma che non deve farci abbassare la guardia. La competizione è sempre accesa e l’obiettivo è rimanere in cima, mantenendo gli stessi standard di eccellenza.

È un successo che va oltre le statistiche, che celebra la passione e l’impegno di tutti coloro che operano nel mondo del taekwondo italiano. Un lavoro costante, un’attitudine all’innovazione e una profonda conoscenza dello Sport sono l’unica strada per raggiungere risultati di questo calibro. Un’impresa, a mio avviso, degna di essere celebrata, ma soprattutto, degna di essere replicata.

La FITA si conferma quindi un punto di riferimento internazionale, un esempio da seguire per le altre federazioni. Nonostante la dimensione globale della disciplina, con oltre 80 milioni di praticanti, l’Italia ha saputo distinguersi per la solidità del suo modello federale. Un dato di fatto, un’affermazione di forza che parla chiaro: il taekwondo italiano è in ottime mani.