Superlega: la serie a è più statica delle altre top leghe europee?

Un dato inatteso scuote il calcio europeo: la Superlega, nonostante i tentativi di rinnovamento, si conferma la competizione più statica d'Europa, secondo un'analisi del CIES Football Observatory. Non si tratta di una questione di qualità delle squadre, ma di un ritmo di gioco più lento rispetto ad altre leghe di primo piano.

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Un'analisi basata sui chilometri percorsi a bassa velocità

Il CIES ha esaminato le 40 principali leghe calcistiche mondiali, misurando la percentuale di distanza percorsa dai giocatori a velocità inferiore ai 15 km/h. Maggiore è questa percentuale, più il gioco risulta statico; al contrario, una percentuale più bassa indica un calcio più dinamico e intenso. La ricerca rivela una realtà sorprendente: la Superlega si posiziona al quarto posto in termini di dinamismo, superata dalla Eredivisie olandese, dalla J1 League giapponese e dalla Czech Liga ceca.

Il 22,5% della distanza percorsa nella Superlega avviene a velocità inferiori ai 15 km/h, un dato che la pone al di sotto di Premier League, Ligue 1 e Bundesliga, tutte comunque inserite nella top ten. Ma cosa significa questo, concretamente? Significa che i ritmi sono meno sostenuti, gli scambi di gioco più lenti, e l'intensità fisica generalmente inferiore rispetto ad altre competizioni europee di spicco. Un fattore che, inevitabilmente, influisce sull'esito delle partite e sull'esperienza dei tifosi.

Lo studio del CIES evidenzia, dunque, una tendenza preoccupante per il futuro della Superlega. Se l’obiettivo è attrarre un pubblico globale e competere con le altre grandi leghe, un ritmo di gioco più dinamico e spettacolare è imprescindibile. L'eccessiva staticità del gioco rischia di rendere la competizione meno appetibile per gli appassionati, soprattutto per quelli abituati a ritmi più elevati.

Resta da vedere se i club partecipanti alla Superlega prenderanno atto di questa analisi e apporteranno le necessarie modifiche tattiche e tecniche per incrementare il dinamismo del loro gioco. Altrimenti, il rischio è quello di rimanere ancorati a un modello di calcio datato, incapace di competere con le tendenze più innovative e stimolanti che stanno emergendo nel panorama calcistico internazionale.