Soulé: il ritorno a san siro potrebbe essere fatale per l'inter
Il Meazza trema. Non per l'atmosfera, che di solito è infuocata, ma per l'ombra lunga di Matias Soulé, pronto a riscrivere la storia di una partita che l'anno scorso ha visto la Roma sfiorare il miracolo Champions. Un gol, quello del 27 aprile, che ha gelato i tifosi nerazzurri e regalato ai giallorossi un'illusione destinata a svanire, ma che oggi, a distanza di un anno, torna a farsi sentire.
Un recupero lampo che sorprende gasperini
Chi si ricorda delle difficoltà di Soulé a Napoli, il 15 febbraio scorso, quando un Gasperini disilluso lo lanciò nella mischia sperando in una scintilla? Un'operazione che si rivelò un fiasco, aggravata da una pubalgia ostinata. La decisione di fermarsi, presa di comune accordo con lo staff medico e l'allenatore, sembrava segnare la fine di un’intesa. Ma Matias, lavorando sodo con il suo preparatore Claudio Viggiano, ha trasformato un ostacolo in un’opportunità, recuperando in tempi rapidissimi e tornando a disposizione di Gasperini.
Le parole del tecnico, un sorriso appena accennato a rispondere alle domande sulle condizioni del suo gioiello argentino, parlano chiaro: “Soulé ha recuperato, si è allenato sempre nelle ultime due settimane. All'inizio con qualche difficoltà, ma ora decisamente meglio. È di nuovo lui”. E quando Gasperini dice “è di nuovo lui”, significa che la Roma ha ritrovato un’arma importante, soprattutto in un momento in cui l’assenza di Dybala pesa come un macigno.

La chiave tattica: staffetta con pellegrini e un occhio a malen
Gasperini dovrà fare i conti con i 90 minuti nelle gambe di Soulé, non ancora al top della forma. La soluzione più probabile è quella della staffetta con Pellegrini, un cambio che permetterà di mantenere alta l'intensità del gioco senza sacrificare la pericolosità offensiva. Ma la vera sfida per Soulé sarà quella di creare sinergia con Malen, un compagno di squadra con cui c’è un linguaggio calcistico simile, ma che ha bisogno di essere sbloccato, di sentirsi meno solo davanti alla difesa avversaria.
Soulé, con la sua imprevedibilità e la sua capacità di saltare l'uomo, potrebbe essere la chiave per aprire varchi nella difesa dell'Inter, sfruttando anche la sua giornata non certo ottimale di Bastoni. E se tutto andasse come dovrebbe, la Roma potrebbe davvero ritrovarsi in extremis un giocatore fondamentale per la corsa alla Champions.
I numeri, tra l'altro, parlano chiaro: con Soulé in campo, la Roma ha una media di 1,88 gol a partita (47 punti in 25 partite), contro una media di soli 1,40 (7 punti in 5 gare) quando l'argentino è assente. La differenza è abissale, e la dice lunga sull'importanza di questo giocatore per il gioco della squadra.
Stasera, al Meazza, Soulé non avrà solo il compito di segnare, ma anche di accendere la scintilla, di dare un'altra dimensione al gioco della Roma. Una missione che, se riuscirà a portarla a termine, lo consacrerà definitivamente come uno dei protagonisti di questo campionato.
