Simeone a botta di risposta: 'cta ha detto che era espulsione'
Roma – La sconfitta contro il Barcellona ha lasciato l'amaro in bocca all'Atletico Madrid, ma Diego Simeone non ha intenzione di tergiversare sulle decisioni arbitrali che, a suo dire, hanno condizionato il match. L'argentino, nel post-partita, si è mostrato tranchant, quasi irritato, rifiutando qualsiasi attenuante e puntando il dito verso gli errori che, a suo avviso, hanno penalizzato la sua squadra.
L'espulsione di nico: un punto dolente
Il primo, e più acceso, capitolo riguarda l'espulsione di Nico. “Ho visto l’azione del Betis-Rayo,” ha dichiarato Simeone con fermezza, “Il CTA ha detto che era espulsione. Non c’è molto da dire. Speriamo che il CTA possa spiegare bene la giocata.” Le parole lasciano poco spazio a interpretazioni: l'allenatore non contesta l'espulsione in sé, ma la sua coerenza con le valutazioni precedenti. Un dettaglio non trascurabile è la ricostruzione di quanto riferito dall'arbitro stesso durante l'intervallo: “Mi ha detto che era doppio giallo, che era espulsione. Quando la vedo chiara, non c'è bisogno di dire nulla.”
L’ironia, velata, traspare nella risposta successiva: “Non mi hanno penalizzato, si sono sbagliati come sbagliano gli allenatori. Lo hanno detto l’altro giorno, lo hanno spiegato. Non succede niente, dicano che sì, se l’hanno vista.” Un modo per ribadire la sua posizione, senza scadere in accuse dirette.

Giovani in campo e raphinha: pensieri per il futuro
Nonostante la delusione, Simeone ha visto anche aspetti positivi. L’opportunità data ai giovani, con diversi esordienti nel secondo tempo, è stata interpretata come un segnale di fiducia e di lungimiranza. “Era un buon momento per farli debuttare,” ha spiegato, aggiungendo che ha permesso a Lookman e Julián di riposare.
Lo sguardo, però, è già rivolto al futuro, alla sfida di Champions League contro il Barcellona. “Non sto pensando a Raphinha. Sto pensando alla partita che ci tocca giocare, prima in casa loro, con la maniera con cui competono, soprattutto in casa. Dovremo essere meglio che nella partita di Coppa, dove non ci hanno neanche fatto pensare.” Una chiara indicazione di quanto il match di ritorno sia cruciale per le sorti della qualificazione.
La cifra parla chiaro: l’Atletico non ha creato occasioni da gol significative nel match di andata. Simeone, a differenza di molti, non si lascia trasportare dall'entusiasmo pre-partita, ma si concentra sulla concretezza, sulla necessità di migliorare e, soprattutto, di evitare errori che possono costare cari.
Perché, in fondo, il calcio è questo: un continuo susseguirsi di scelte, di errori e di rimpianti, dove la lucidità e la capacità di reagire sono le armi più importanti. E Simeone, nonostante tutto, resta un guerriero.
