Sevilla, crollo a oviedo: il terzo ko consecutivo fa tremare i tifosi

Il Ramón Sánchez-Pizjuán è un teatro di angoscia. Il Siviglia, squadra che dovrebbe aspirare a ben altro, incassa la terza sconfitta consecutiva contro un Oviedo fanalino di coda che, diciamocelo chiaramente, non ha certo offerto un gioco trascendentale. Un gol, un'espulsione e un'ondata di pessimismo che travolge i sogni di risalita.

La difesa in bambola, l

La difesa in bambola, l'attacco spento

Sei minuti di agonia. Sei minuti che riassumono perfettamente la fragilità di una squadra incapace di reagire. L'Oviedo, con un'azione ben costruita, ha infilato il pallone alle spalle di un Nyland che, diciamocelo, non è più il portiere di un tempo. Poi, la doccia fredda dell'espulsione di Nianzou, un segnale di nervosismo e di mancanza di lucidità che ha condannato ulteriormente il Siviglia.

Le parole di Kike Salas, terzino del Siviglia, al microfono di DAZN trasmettono un senso di profonda amarezza. “Sensazioni molto brutte,” ha ammesso il giovane difensore. “Volevamo chiedere scusa ai tifosi, a quelli che sono venuti qui a sostenerci.” Un’ammissione di colpa che, però, non basta a lenire la delusione.

L’analisi tattica è impietosa: il Siviglia, nonostante un inizio promettente, ha subito il colpo psicologico del gol e, con l'uomo in meno, ha faticato a costruire azioni pericolose. L'Oviedo, consapevole delle difficoltà degli avversari, ha saputo chiudere tutti gli spazi e sfruttare le ripartenze, dimostrando di essere una squadra solida e ben organizzata.

C’è anche un episodio controverso legato al rigore non concesso. Salas, dal suo racconto, sembra suggerire un contatto in area che avrebbe potuto cambiare il corso della partita. “Io ero dall’altra parte, ma credo che il loro attaccante si sia inserito prima,” ha dichiarato il giocatore. “Abbiamo fatto capire all’arbitro che il controllo del pallone era andato fuori, ma lui ha preso la sua decisione.” Un episodio che lascia l’amaro in bocca, ma che non può giustificare la debacle complessiva.

La squadra, lo stesso Salas sottolinea, aveva iniziato il campionato con grandi ambizioni. “Eravamo carichi dopo la sosta, ma poi è successo questo.” Ora, con otto finali da giocare e l’arrivo di un nuovo tecnico, la situazione si fa delicata. “Dobbiamo reagire tutti insieme, per la maglia e per i tifosi che meritano di più.”

La cifra parla chiara: 13 punti in 19 partite. Un bottino misero che condanna il Siviglia a una lotta salvezza più accesa del previsto. Il nuovo allenatore dovrà fare i miracoli, ma la strada è in salita e il rischio di precipitare è concreto. Un Siviglia così non può continuare. Il futuro, al momento, è avvolto nella nebbia.