Sawe, la svolta incredibile: sotto i due ore a londra e l'omaggio alla nonna
Sabastian Sawe, l'uomo che ha infranto il muro delle due ore nella maratona, ha sbalordito il mondo a Londra. Un traguardo storico, reso possibile da un mix di metodo italiano e un'incredibile forza di volontà.
Dietro la leggenda: il racconto di berardelli, l'allenatore bresciano
La storia di Sawe non è solo una questione di numeri. È un racconto di sacrifici, di un allenamento spinto e, soprattutto, di una profonda umanità. Claudio Berardelli, il 45enne allenatore bresciano, ne è il custode. Un uomo che ha seguito da vicino il suo atleta, plasmando il suo talento con una combinazione di esperienza e intuizione.
«Mi aspettavo una grande prestazione, non che Sabastian scendesse sotto le due ore», ammette Berardelli. «Prima della maratona di Berlino di fine settembre, era in condizioni straordinarie. Ma, complice il caldo, l’ha chiusa sopra le 2h02’. A conferma che i calcoli della vigilia sono sempre ipotetici.»
Ma cosa ha reso possibile questa svolta? Berardelli sottolinea l'importanza del supporto italiano: «Grazie ai metodi italiani, ha avuto la possibilità di esprimere il suo potenziale al massimo. È un atleta speciale, un uomo speciale.»

Dalla terra promessa al successo mondiale
La storia di Sawe inizia lontano, in Kenya. Un paese che ha plasmato la sua identità, ma che ora è solo la base per un sogno ancora più grande. «Mia moglie dice che è un regalo di Dio. Ha aperto una strada, ora tanti scenderanno sotto le due ore», confessa Berardelli. «E l’1h58’ non è lontano.»
La sua vita, però, è profondamente radicata nella terra natia. Ogni due fine settimana, si reca a trovare la sua famiglia, composta da una moglie e tre figli, a soli due ore di distanza. E non dimentica mai la nonna, che lo ha cresciuto con amore e che, domenica, nel ricordarla, ha pianto. «Le scarpe, gli integratori, le metodologie di lavoro, lo staff che lo circonda: ha le condizioni migliori. Ma non bastano per spiegare quel che fa», conclude Berardelli, con un sorriso enigmatico.

Oltre i limiti: la forza di un atleta unico
Sawe non è solo un corridore velocissimo, ma anche un uomo di profonda spiritualità e umiltà. Un atleta capace di dedicarsi alla cura delle sue 70 capre, un simbolo della sua connessione con la terra e con le sue radici. Un talento eccezionale, come confermano i numerosi atleti che segue, tra cui Amos Kipruto e Benson Kipruto, entrambi con un palmarès impressionante.
«È un atleta speciale. Fisologicamente è unico. E poi in lui c’è qualcosa che non comprendo del tutto. Di spirituale, forse», afferma Berardelli, lasciando intendere che c'è qualcosa di più in Sawe di una semplice abilità atletica. «Ha una profondità d’animo e un’umiltà fuori norma. E un fuoco e una voglia che vanno oltre ogni limite.»

Un futuro da scrivere
Il futuro di Sawe è ancora tutto da scrivere. Ma Berardelli è fiducioso: «Mia moglie dice che è un regalo di Dio. Ha aperto una strada, ora tanti scenderanno sotto le due ore. E l’1h58’ non è lontano.»
