Milan, allegri ammaina la bandiera: «scudetto? ormai è andata»

Il sipario si è chiuso al Maradona. Max allegri, con un’ammissione laconica e definitiva, ha spento le residue speranze di un Milan capace di impensierire l’Inter nella corsa allo scudetto. Un verdetto secco, pronunciato a mezzanotte del 6 aprile, che risuona come la definitiva capitolazione di un campionato altrimenti possibile.

La prestazione opaca al sud

La delusione, però, non è solo una questione di parole. La squadra ha offerto una prova incolore, senza l’energia e la brillantezza che l’avevano contraddistinta nelle settimane precedenti. Un Milan spento, incapace di imporre il proprio gioco contro un Napoli agguerrito e ben organizzato. La sconfitta per 1-0, con un gol di Politano, è la fotografia di una squadra che fatica a trovare continuità e che mostra evidenti limiti in fase offensiva.

«Una di quelle partite che si decidono con un episodio», ha commentato allegri, ma la verità è che l’episodio è stato solo l’ultimo tassello di una partita dominata dal grigio. La velocità di manovra è venuta meno, la precisione tecnica ha lasciato il posto a svarioni inaspettati e gli attaccanti, complice la scarsa ispirazione della squadra, non sono riusciti a lasciare il segno.

Nkunku e fullkrug: un plauso a metà

Nkunku e fullkrug: un plauso a metà

allegri, fedele al proprio stile, ha evitato recriminazioni dirette verso i singoli giocatori. «Nkunku e Fullkrug hanno fatto una buona partita, tutta la squadra è stata brava», ha dichiarato, ma la sostanza non regge. L’attaccante francese, pur mostrando qualche lampo di genio, ha sprecato due occasioni d’oro, mancando il tiro o calciando centralmente il portiere Milinkovic-Savic. Un errore imperdonabile per un giocatore del suo calibro.

E qui arriviamo al punto dolente: la potenziale rivoluzione tattica. La domanda di Dazn, se il tridente potrebbe essere una soluzione vincente dal primo minuto, ha strappato ad Allegri un’apertura inaspettata. «Potremo vederlo dal primo minuto, ma dipende dalla condizione», ha ammesso l’allenatore, svelando le difficoltà legate all’impiego di Leao, alle prese con problemi fisici da ormai due settimane. Pulisic, rientrato in gruppo solo venerdì, non sembra ancora al top della forma, e questo condiziona le scelte di Allegri.

Il futuro immediato del Milan è chiaro: puntare a blindare la Champions League, mantenendo il distacco dalle inseguitrici. Un obiettivo comunque ambizioso, ma che non cancella l’amara constatazione di un campionato perso sul campo. La squadra è a +5 sul Como, +6 sulla Juventus, +9 sulla Roma. Una classifica che, seppur rassicurante, non deve far abbassare la guardia.

Ma la vera partita, quella che potrebbe davvero definire la stagione, è ancora da giocare: l’anticipo contro il Napoli, un test di carattere e di forza mentale per un Milan che non può permettersi altri inciampi. La strada è ancora lunga, ma la consapevolezza di aver perso la vetta della classifica deve servire da stimolo per una rimonta impossibile, ma non del tutto irrealizzabile.