Messi e scaloni: un legame segreto che unisce l'argentina al cuore delle marche
Sorprendente scoperta: i due protagonisti della nuova era argentina, Leo Messi e il loro allenatore Scaloni, provengono da un'altissima parentela con le Marche. Un filo invisibile, in soli 50 chilometri, li lega alle origini italiane.
Un'eredità marchigiana che arriva fino all'argentina
Dalle valli di Montefiore di Recanati e Magliano di Tenna, due paesini apparentemente lontani, si è sviluppata una storia familiare che ha portato due figure chiave del calcio mondiale a brillare su un palcoscenico globale. Un'indagine approfondita, condotta da Fiorenzo Santini e resa pubblica da Gazzetta Mondiale, ha svelato un legame genealogico sorprendente.
La ricerca ha rivelato che i trisavoli di Messi, Angelo Messi e Maria Latini, emigrarono da Valle Cantalupo – oggi Montefiore di Recanati – e imbarcarono a Genova sul transatlantico Sudamerica II nel 1893. Unico scalo prima di Buenos Aires: Barcellona, un vero e proprio destino. Il cognome, ironicamente, racchiude l'origine: “Messi” deriva da “messe del grano”, riferimento alle attività agricole che hanno spinto il padre di Angelo a cercare fortuna in Argentina.
La distanza tra Montefiore Recanati e Pujato, dove Scaloni ha costruito il suo percorso, è di soli 50 chilometri. Un dato che sottolinea quanto questa storia sia incredibilmente concentrata. Scaloni, invece, partì da Magliano di Tenna nel 1900, sbarcando a Bahia Blanca, paese di nascita di Lautaro Martinez, e si trasferì a Pujato, a una cinquantina di chilometri da Rosario, città dove Messi ha mosso i primi passi nel calcio. Un’anatomia del destino, un microcosmo di migrazioni e radici.

Le origini di messi: tra barcellona e l'argentina
Fiorenzo Santini, esperto di genealogia e sociologia, ha raccontato che Leo è cittadino onorario di San Severino Marche, figlio del nonno Raniero Coccittini, anch'egli emigrato da lì. Il cognome Coccittini è stato modificato durante l’arrivo in Brasile sulla nave Washington nel 1899, dove la famiglia trascorse cinque anni prima di stabilirsi definitivamente in Argentina. Un'eredità che si tramanda da generazioni, un legame invisibile che lega le Marche al cuore pulsante del calcio argentino.
La distanza tra Montefiore Recanati e Magliano di Tenna è, a detta di Fiorenzo, una “corsia preferenziale” per i marchigiani in Argentina. Più di 200.000 marchigiani si sono trasferiti lì, portando con sé le loro tradizioni e il loro spirito. Un fatto che rende ancora più affascinante questa scoperta. E non dimentichiamoci di Adam Bernstein, regista di Breaking Bad, o Robert Zemechis, premio Oscar per Forrest Gump, entrambi di origine marchigiana. Un vero e proprio scrigno di talenti!
La vittoria del Mondiale 2026 si preannuncia come un'occasione per celebrare queste origini, per onorare i nonni e i bisnonni che hanno tracciato un percorso straordinario. Scaloni, un figlio delle Marche, raccontato da un giornalista appassionato.