Masters, il sogno di un venditore di case: da spettatore a pro!
Brandon Holtz, 39 anni, agente immobiliare dell'Illinois, ha una storia che sembra uscita da un film. Per vent'anni spettatore al Masters di Augusta, grazie a un biglietto a vita vinto da suo padre, quest'anno si ritrova a giocare il torneo. Un salto incredibile, da semplice spettatore a concorrente, dopo aver abbandonato il professionismo nel 2014.
Un biglietto a vita e una lotteria fortunata
La storia inizia più di due decenni fa, quando Brandon accompagnava suo padre, Jeff, al Masters. Jeff, nel lontano 2004, aveva vinto una lotteria che gli aveva permesso di ottenere un biglietto a vita per il torneo, un vero e proprio tesoro. Questi biglietti, quasi leggendari, sono estremamente rari: il costo di iscrizione alla lotteria è di 525 dollari a settimana (circa 130 dollari al giorno), un affare considerando che un terzo anello a San Siro per il derby costa quasi quanto. Ma la lista d'attesa è chiusa dal 2000, e solo in caso di decesso o invalidità del titolare il pass viene rimesso in palio, assegnato a chi si era inserito in coda decenni prima.
Ma quest'anno, Brandon ha deciso di cambiare ruolo. Dopo aver vinto il titolo USGA Mid-Amateur nel torrido Arizona, si è guadagnato un posto tra i 91 partecipanti al Masters, e anche all'US Open.

Dalla pallacanestro al golf: una passione ritrovata
La carriera di Holtz non è iniziata con il golf. Al college, giocava a basket, ma una valutazione realistica lo aveva portato a cambiare Sport. Dopo quattro anni dedicati al professionismo, con viaggi in auto malandate e notti in motel modesti, aveva appeso le mazze al chiodo nel 2014. L'idea era di dargli una possibilità, due anni per vedere se poteva guadagnare qualcosa, ma la vita gli riservava una svolta inaspettata: matrimonio, figli, e il golf tornava ad essere un semplice passatempo.
“In Illinois fa freddo. Di solito ripongo le mazze alla fine di novembre e non le tiro fuori fino ad aprile”, ha raccontato Holtz, sottolineando come la sua vita fosse cambiata radicalmente.

Cinque giorni ad augusta: un sogno che si realizza
Ora, cinque giorni ad Augusta per testare il campo, un'esperienza che lo ha lasciato a bocca aperta. “Hai cinque giorni in cui puoi giocare tutte le buche che vuoi”, spiega. “Quello che ho notato è che camminare all’interno delle corde è molto più faticoso. Da spettatore ti fermi, salti le buche, vai dove vuoi, bevi una birra. Ma quei giorni sono stati fantastici, ne ho approfittato giocando praticamente dall’alba al tramonto”.
Con papà Jeff caddie al suo fianco, e un handicap discreto, Holtz non è il favorito. Ma la sua storia è la dimostrazione che i sogni, a volte, si avverano, anche quando si è quasi smesso di crederci. Forse non vincerà, ma il suo sarà un Masters da ricordare, un esempio di resilienza e di passione che ha saputo riaccendersi nel momento giusto. La classifica mondiale dilettanti lo posiziona al 3.262° posto, ma questo, in Augusta, conta poco.
