Mara, da ucla a michigan: la rivincita di un talento
Aday Mara, il gigante spagnolo, ha trasformato una stagione di incertezze in una cavalcata trionfale verso la Final Four della NCAA. Dopo un biennio opaco alla prestigiosa UCLA, dove le sue doti non sono state valorizzate, il lungo ha trovato a Michigan la consacrazione, diventando un fattore determinante per la corsa al titolo nazionale.
Il riscatto dopo due anni di ombre
La storia di Aday Mara è quella di un talento che faticava a emergere. Due anni alla UCLA, un’istituzione del basket americano, che non sono riusciti a sprigionare appieno il potenziale del giocatore nato a Estella. Il portale dei trasferimenti è stata la porta d’uscita, e Michigan la terra promessa. Un cambio di scenario che ha innescato una reazione a catena, culminata con la qualificazione alla Final Four e la sensazionale vittoria contro Arizona (91-73) nella semifinale. Il suo bottino di 26 punti, un record universitario, nove rimbalzi, tre assistenze e due stoppate, parlano chiaro: Mara è ormai una forza inarrestabile.
“È un processo che mi riempie di gratitudine e gioia”, ha dichiarato Mara dopo la partita. “Dopo due anni in cui non ho avuto l’opportunità di dimostrare di cosa ero capace, ora mi trovo in questa posizione. È stato un anno lungo e difficile, ma anche divertente. Stiamo lavorando sodo e ci stiamo divertendo. Abbiamo ancora un passo da compiere, puntiamo al titolo.”

Dusty may, l'allenatore che ha creduto in lui
Dietro la rinascita di Mara c’è l'occhio attento di Dusty May, il coach di Michigan. May ha individuato subito il potenziale del giocatore spagnolo, studiandone i video con la nazionale spagnola e con il Zaragoza. “Abbiamo analizzato i suoi movimenti, il suo modo di giocare. Aday si è impegnato al massimo, ha lavorato duramente per adattarsi a questo nuovo ruolo. Físicamente è più maturo, gioca ad un livello altissimo e ha dato un contributo fondamentale al nostro programma.”
L'analisi tecnica di May è impietosa:
