Lazio-milan, il punto che fece esplodere lo scudetto: ganz ricorda la partita che cambiò la stagione
Roma, 25 settembre 1999. Un pareggio 0-0 all'Olimpico che, a distanza di venticinque anni, risuona ancora come un punto di svolta nella storia del Milan. Non una partita brillante, non un duello spettacolare, ma il preludio a una cavalcata trionfale che culminò con la conquista dello scudetto.

Un punto che nessuno immaginava così importante
Maurizio Ganz, che all'epoca si sedeva in panchina, racconta con emozione la sua versione di quella storica sfida. "Un 0-0 da partita normale, non convalidarono un gol a Bobo Vieri per la lazio e noi con quel punto pensavamo fosse finito tutto." Afferma Ganz, rivelando come quel pareggio, inizialmente percepito come un risultato amaro, si trasformò in un trampolino di lancio.
La lazio, guidata da un'ottima squadra, avrebbe potuto allungare su un Milan che, all'epoca, arrancava in classifica. Ma il punto ottenuto a Roma si rivelò il carburante per una serie di sette vittorie consecutive che portarono i rossoneri al titolo. Un'inversione di tendenza che nessuno si aspettava.
Ganz ricorda con particolare emozione il gol segnato contro il Parma, la partita successiva. Un'entrata a sorpresa che gli valse il gol del 2-1, dopo che Maldini aveva pareggiato. "Ero sempre nervoso quando non giocavo, accumulavo energia e la riversavo nelle partite successive." Spiega Ganz, sottolineando come quella scintilla, nata dalla panchina, sia stata determinante. La controversa decisione dell'arbitro di non convalidare un gol del Parma, nonostante le proteste dell'allenatore Malesani, aggiunge un ulteriore strato di drammaticità a quella serata.
Il Milan, partito a sette punti di distanza dalla vetta, ha poi dimostrato una resilienza e una determinazione che lo hanno portato a superare ogni pronostico. Quel pareggio a Roma non fu solo un punto, ma la conferma che a volte, i risultati più inaspettati possono cambiare il corso di una stagione. E per Maurizio Ganz, rimarrà sempre il punto più importante.