Lautaro martínez, la spina dorsale dell'inter

L'Inter è tornata a volare grazie a Lautaro Martínez, che ha rifilato cinque gol alla Roma e ha quasi messo le mani sullo scudetto. Ecco perché il talentoso attaccante argentino è la spina dorsale della squadra nerazzurra.

Il capitano dei gol

Il capitano dei gol

Hernán Crespo, ex attaccante e allenatore, sa bene di cosa parla. «Non è un caso se i nerazzurri sono rinati nel momento in cui Martinez si è rimesso in forma. E se contro il Bodo al ritorno ci fosse stato lui.»

Crespo ha seguito la carriera del connazionale dalle prime battute in Europa e ne apprezza la fedeltà all'Inter, nonostante le corteggiature di altri grandi club. «Tutto. Lo seguo da quando era un ragazzo, i primi passi in Europa, nell'Inter che è un ambiente che conosco benissimo».

La qualità più importante di Lautaro? Secondo Crespo, sente il gol e vede la porta prima ancora che gli arrivi il pallone. «Facciamo un esempio, il primo gol alla Roma. Thuram fa una cosa bellissima sulla destra e lui attacca il primo palo con una grinta che hanno soltanto i centravanti veramente affamati. Il gol è una semplice conseguenza».

Il valore di Lautaro non si limita ai gol, ma è anche un esempio per i compagni. «Lo dicono i risultati. Con lui in campo si vince, senza di lui si rischia. Quando la squadra ha avuto un calo, guarda caso Lautaro non era in forma o era infortunato».

Crespo afferma che Lautaro vale mezza Inter, e lo dimostrano i risultati. «Non solo un finalizzatore, è un esempio per i compagni».

Tuttavia, in Champions League, l'Inter è uscita malamente. «Ditemi una cosa: nella partita decisiva, quella di ritorno a San Siro contro il Bodo, Lautaro giocava? No, e qui ci può essere la spiegazione di una serata storta».

Lautaro è una risorsa per la sua squadra e un problema per gli avversari: non sanno mai marcarlo, si muove su tutto il fronte, ha il tiro preciso da fuori area e nei sedici metri è letale. «Dove lo trovate un attaccante più completo nel campionato italiano? Chi è in testa alla classifica dei marcatori della Serie A? Lui. Chi è l'attaccante più temuto dai difensori? Lui. E allora di che cosa stiamo parlando?»