Juve al límite: la sosta nazionale ha lasciato i bianconeri stremati
La volata verso il quarto posto si fa più complicata. La Juventus, piegata dal peso dei minuti disputati dai suoi giocatori durante la recente sosta nazionale, affronta le ultime partite di campionato con un fardello di fatica che potrebbe costarle caro. Un tributo troppo alto, pagato soprattutto in confronto agli avversari diretti.
Il peso incolmabile dei 1630 minuti
I dati parlano chiaro: 1630 minuti in campo per i 15 calciatori bianconeri convocati dalle rispettive nazionali. Un numero che lascia senza fiato, soprattutto se paragonato a quello della Roma (1028 minuti) e del Como (un misero quarto di quelli della Juve, 428). Spalletti, e le altre panchine che hanno schierato giocatori della Juventus, hanno spremuto al massimo i propri uomini, in una serie di impegni che si sono rivelati pesanti per il prosieguo della stagione.
Manuel Locatelli, ad esempio, ha collezionato 168 minuti tra Italia e Irlanda del Nord, ma la mancata qualificazione ai Mondiali, la terza consecutiva, ha lasciato il segno anche nella sua testa. “Sono distrutto, svuotato, con le lacrime agli occhi”, ha confessato sui social, un grido di frustrazione che risuona anche tra i tifosi. Simili sentimenti anche per Gatti (115 minuti) e Cambiaso, non impiegati da Gattuso. McKennie, pur segnando, ha dovuto digerire la crisi della nazionale statunitense.
C’è chi, fortunatamente, è riuscito a rientrare alla Continassa con il sorriso. Kenan Yildiz, vero e proprio fulmine a ciel sereno, ha disputato 184 minuti tra Romania e Kosovo, contribuendo alla storica qualificazione del suo paese dopo 24 anni. Un’iniezione di fiducia che potrebbe dargli maggiore fiducia.

Chiaroscuro e prospettive
Bremer ha rilanciato le proprie quotazioni con una prestazione convincente contro la Francia, Kalulu ha fatto lo stesso con la Colombia, Jonathan David ha dimostrato freddezza dagli undici metri con il Canada, Koopmeiners ha trovato assist e forse anche un nuovo ruolo con l’Olanda. Openda e Zhegrova, invece, faticano a trovare la propria dimensione. I minuti concessi a Cabal, Conceiçao, Kostic e Adzic poco cambiano il quadro generale.
La sosta nazionale ha lasciato un segno profondo nella Juventus, spossata e provata dalle fatiche dei suoi giocatori. Un fardello che la squadra di Allegri dovrà cercare di scrollarsi di dosso, se vorrà ancora sognare l'Europa. La classifica non mente: la lotta per il quarto posto è più aperta che mai, e la stanchezza potrebbe rivelarsi l'arma in più per gli avversari.
