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INTER, AKANJI: "IN NERAZZURRO MI SENTO SEMPRE AL SICURO, DOBBIAMO MIGLIORARE IN EUROPA. IL MONDIALE RESTA UNA FERITA"

Dal nostro inviato Filippo Conticello, 18 agosto - 00:07 - BARI

INTER, AKANJI: "IN NERAZZURRO MI SENTO SEMPRE AL SICURO, DOBBIAMO MIGLIORARE IN

INTER, AKANJI: "IN NERAZZURRO MI SENTO SEMPRE AL SICURO, DOBBIAMO MIGLIORARE IN

Nella pancia del San Nicola, dopo aver battuto il Betis nell'ultima stramba amichevole ferragostana a Bari, Manuel Akanji non fa altro che accarezzarsi la testa appena rapata: non ci sono più le treccine, ma scorre un fiume di pensieri per la nuova stagione nerazzurra.

Sarà emotivamente diversa con a fianco John Stones, fratello appena ritrovato e subito in gol. Akansi, come si sente dopo questi suoi primi 45' di stagione?

"È stato un secondo tempo impegnativo, ma sono contento. Non credo che ci vorrà molto per tornare al 100%, anche perché sono stato in vacanza per tre settimane e, come faccio normalmente, ho continuato comunque ad allenarmi. All'inizio ho corso molto e fatto palestra, e da quando i miei compagni sono tornati dalla tournée lavoriamo insieme sul campo. Adesso non vedo l'ora di fare sul serio col Monza: un'altra stagione è un nuovo inizio".

Anche nel look è un nuovo inizio, come mai il nuovo taglio?

"Sì, dovevo farlo. Avevo bisogno di cambiare. Mi sento bene e la maggior parte delle persone dice che sembro un po' più giovane, quindi non è male visto che ho 31 anni.".

Il suo amico 32enne John è felice dopo il primo gol qui a Bari?

"Sono io davvero felice per lui, tra l'altro il Betis è un'ottima squadra. Ora deve ripetersi già alla prossima, non può finire qua. (ride)".

In generale, come lo ha ritrovato?

"È stato divertente perché, proprio il giorno in cui è stato confermato il suo arrivo, poche ore prima io e mia moglie abbiamo incontrato sua moglie in spiaggia a Ibiza. Pura coincidenza. Siamo amici e abbiamo fatto delle vacanze insieme e lei ci ha detto: “Mi sa che alla fine verremo.”. Poi, qualche ora dopo, a casa vedo il messaggio di John. Adesso sto cercando di fargli conoscere l'Inter. Gli spiego tutto, provo a tradurre, l'altro giorno l'ho portato anche al ristorante. Ma è un ragazzo super, si adatterà in fretta".

L'Inter sta pescando molto anche dalla Premier: lei l'anno scorso, oggi Stones, Spence, poi chissà… Quanto è importante quell'esperienza?

"Dal punto di vista fisico dalla Premier si arriva già molto preparati. Tatticamente, invece, è diverso. Io, con Stones, al City giocavo a 4 e ho dovuto adattarmi. Per me è successo abbastanza velocemente e conosco John: sa fare tutto e non avrà problemi neanche lui. Ovviamente, avrà bisogno dell'aiuto di compagni e staff, ma è finito nel posto giusto".

Che cosa ha imparato lei dalla scuola italiana della difesa e dallo stesso Chivu?

"Per me, difendere è. la cosa più bella del mondo. La parte più importante del mio gioco. Sia a me che a John piace giocare con la testa, anticipare, essere precisi. Ecco, queste sono le qualità che ci hanno insegnato qui, a Inter, e che John sta già mettendo in pratica".