Insigne torna a pescara: il gol 150 e il sogno mondiale, un addio a napoli che brucia
Pescara, atmosfera di festa e un ritorno che scalda il cuore: Lorenzo Insigne, dopo un periodo difficile a Toronto e un campionato inaspettato in Serie B, ha ritrovato la gioia e la fiducia. Il trequartista, 34 anni, ha segnato il suo 150° gol in carriera e si gode la fiducia del Pescara, con l'obiettivo di raggiungere la salvezza e, perché no, la convocazione in Nazionale.
«Sì, a Toronto, calcisticamente, non è andata come volevo. Pazienza, sono sempre partito da zero», ha confessato Insigne in un'intervista esclusiva. La scelta di scendere in Serie B con il Pescara, dopo aver rifiutato offerte di squadre di Serie A, è stata dettata dalla volontà di recuperare la forma fisica e ritrovare la gioia di giocare.

Un addio a napoli con il cuore ferito
Il ricordo di Napoli, dove ha passato 12 anni e ha vinto uno scudetto, è ancora vivo. «Dopo 12 anni era giusto cambiare, forse non così lontano, ma vabbè», ha ammesso Insigne. «Non do colpe a nessuno, però andar via non è stato semplice». Il mancato scudetto con il Napoli, nel 2022, e le due mancati partecipazioni ai Mondiali sono ancora un rammarico.
«Non vincere quei due partite mi ha lasciato il segno», ha confessato. «Ma mai guardare indietro, stavolta dobbiamo farcela». La telefonata di Andrea Pirlo, che lo ha chiamato per offrirgli un posto in Nazionale in caso di qualificazione ai Mondiali, ha rappresentato un gesto di grande stima.
Il Pescara lo ha accolto a braccia aperte, con un'atmosfera che ricorda i tempi del suo arrivo. «Mi sono divertito tantissimo a Pescara, il pubblico è caloroso e i ragazzi sono disponibili». Il suo ruolo, da trequartista, gli permette di esprimersi al meglio, anche se richiede un impegno difensivo maggiore.
Insigne non esclude un ritorno in Nazionale, ma non si lascia illusioni. «Gattuso lo sento quasi tutti i giorni. Sa delle mie qualità e della mia disponibilità. Se ci salviamo con il Pescara e faccio il Mondiale, poi posso smettere… Scherzo eh!». Il trequartista, che ha segnato il suo 150° gol con un tiro dalla distanza, ha dichiarato che il suo momento migliore è quando si diverte. La sua leadership è evidente, e i giovani del Pescara si ispirano a lui. E il ricordo di Zeman, che aveva creduto in lui quando era giovane, è un ringraziamento che non smetterà mai di esprimere.
Il ritorno a Pescara ha anche un significato personale: aveva visto suo fratello Roberto giocare con la maglia del Pescara, un'esperienza che gli ha fatto capire di essere diventato vecchio. Ma la sua energia e la sua voglia di lottare sono ancora intatte. E il gol numero 150 è solo l'ultimo di una lunga lista di successi.
Il Mondiale? «Se ci salviamo, potrei smettere». Una promessa, forse, ma che rivela la forte ambizione di un giocatore che non ha ancora finito di scrivere la sua storia.