Guardiola, la svolta azzurra? la figc al ricorso
La bomba in arrivo: Pep Guardiola, dopo anni di silenziose attenzioni verso il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana, potrebbe finalmente varcare le porte del nostro calcio. Un'ipotesi che, fino a ieri, era relegata ai sussurri più confidenziali, ora si fa concreta con un'offerta inattesa dalla Federazione.
Un'anima catalana per l'italia?
Come ha confermato Manuel Estiarte, il suo fedele braccio destro e testimone silenzioso di decenni di scelte calcistiche, l'amore di Guardiola per l'Italia non è mai diminuito. Un sentimento filtrato tra le trasferte, i campionati e le conversazioni con Bonucci, che ha alimentato un'idea, un sogno forse, ma mai del tutto abbandonato. La chiamata, secondo fonti interne alla FIGC, arriverebbe puntualmente il 22 giugno, con il nuovo presidente Malagò che darebbe priorità a questa operazione.
Un'operazione complessa, certo. Guardiola, attualmente impegnato nella corsa alla settima Premier League con il Manchester City – un obiettivo da conquistare con la stessa determinazione con cui, a suo tempo, si impose nel Bayern Monaco – ha un contratto in scadenza e un'ambizione che trascende le mura dello stadio.

La sfida del futuro
Non si tratta di un affare economico, come ha dichiarato con chiarezza Bonucci. Guardiola sarebbe attratto dall'Italia per una questione di passione, per un ritorno alle proprie radici, per un'opportunità di reinventare il nostro calcio. Un'opportunità che, secondo molti osservatori, potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta. L'esperienza di Guardiola con il City, 41 trofei in 18 anni, è impressionante, ma Sir Alex Ferguson, con i suoi 49 titoli in 39 anni, resta un punto di riferimento.
La strada è ancora lunga, costellata di incognite. La finale di FA Cup il 16 maggio e la Premier League il 24 potrebbero frenare le sue scelte. Ma la sensazione è che, se la FIGC avrà la lungimiranza di riconoscere l'opportunità, Guardiola non potrà resistere. Un rischio calcolato, un investimento nel futuro del calcio italiano. Un salto nel vuoto, forse, ma un salto che potrebbe trasformarsi in un volo glorioso.

Un'eco da madrid
Come ha sottolineato Leo Bonucci, “Se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei da Pep Guardiola, perché chiamare uno come lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla”.
