Getafe: da crisi a sogno europeo, la rimonta impossibile

Il Getafe, un mese fa, navigava in acque agitate. Una squadra cortissima, un Bordalás esasperato a denunciare la mancanza di “un matita senza punta” e un mercato bloccato che lasciava presagire un campionato di pura sopravvivenza. Oggi, a otto giornate dalla fine, si guarda all'Europa con una ambizione che rasenta l'incredibile.

L’effetto muñoz e l’iniezione di qualità

L’effetto muñoz e l’iniezione di qualità

La svolta, come spesso accade, è arrivata dal lavoro silenzioso di un uomo: Toni Muñoz, direttore sportivo che ha saputo intessere una rete di interventi mirati, risollevando il morale e, soprattutto, potenziando l'organico. L'arrivo di Zaid Romero, Luis Vázquez, Bosellí, Birma e, in particolare, Martín Satriano, ha cambiato radicalmente il volto del Getafe. Non solo più quantità, ma qualità: Satriano, in particolare, ha portato in dote imprevedibilità e gol, doti che mancavano all'attacco azulón.

La cifra parla chiara: da una squadra in lotta per la salvezza a un blocco solido ottavo in classifica, a parità di punti con la Real Sociedad. Bordalás, uomo pragmatico e realista, non si lascia travolgere dall’entusiasmo, ma in casa Getafe sanno che, considerando l’andamento della stagione, raggiungere questo traguardo a otto giornate dalla fine è già un successo, a prescindere da ciò che accadrà.

Certo, la matematica non è ancora definitiva e la distanza di dodici punti dalla zona retrocessione richiede ancora un certo margine di sicurezza. Ma il calendario, con le prossime sfide contro Valencia, Real Sociedad, Oviedo, Elche, Barcellona, Rayo Vallecano, Mallorca e Osasuna, offre un ventaglio di opportunità che difficilmente si ripeteranno. Un percorso insidioso, certo, ma che ha il sapore delle grandi occasioni.

L’aspetto da non sottovalutare è la ritrovata solidità difensiva, frutto dell’inserimento di Romero e di una maggiore compattezza generale. Il Getafe non è più una squadra fragile in contropiede, ma un avversario temibile in grado di sfruttare al meglio le proprie armi. Un cambio di mentalità che si è tradotto in risultati concreti e in una classifica che sorride.

Un’eventuale mancata qualificazione europea potrebbe gettare un’ombra su una stagione altrimenti memorabile, ma la sensazione è che, qualunque sia il finale, il Getafe abbia onorato il campionato con orgoglio e determinazione. E questo, nel calcio moderno, vale più di ogni piazzamento.