Euro 2032: l'italia a rischio figuraccia, l'italia deve correre

Il sogno di ospitare Euro 2032 insieme alla Turchia rischia di trasformarsi in un incubo. Mentre i nostri cugini turchi sfoggiano stadi all'avanguardia, in Italia la situazione è a dir poco drammatica. Ceferin, dal suo quartier generale Uefa, ha lanciato un monito inequivocabile: infrastrutture calcistiche al collasso, o l'Italia resta fuori dal torneo. Un campanello d'allarme che, a quanto pare, non ha ancora svegliato tutti.

La realtà impietosa: solo l'allianz stadium è sicuro

Al momento, l'unico stadio italiano certo di ospitare le partite di Euro 2032 è l'Allianz Stadium di Torino. Il resto è un mare di interrogativi, un mosaico incompleto di promesse non mantenute. La Turchia, nel frattempo, ha investito massicciamente nel rinnovamento delle proprie strutture, inaugurando stadi moderni e funzionali in diverse città.

Il Vodafone Park di Istanbul, il Kadir Has a Kayseri, l’Ali Sami Yen del Galatasaray, il Senol Güneş a Trabzon, il Konya Metropolitan Stadium a Konya, la Timsah Arena a Bursa, il Kalyon Stadium a Gaziantep, il Gürsel Aksel Stadyumu di Izmir e il Yeni Hatay Stadyumu di Antiochia: una galleria di impianti che fanno invidia a qualsiasi altra nazione europea. E non finisce qui, perché sono in programma ulteriori investimenti ad Ankara e Antalya.

Massimo Sessa, il commissario straordinario nominato per accelerare i tempi, ha una montagna di lavoro da fare. La burocrazia soffoca i progetti, le difficoltà amministrative rendono l'iter in salita per Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Verona. Città che, a distanza di anni dalle prime promesse, non hanno ancora posto la prima pietra per i nuovi stadi.

Le richieste della figc: un sostegno che tarda ad arrivare

Le richieste della figc: un sostegno che tarda ad arrivare

La Federcalcio Italiana (Figc) aveva avanzato richieste concrete al Governo: un contributo finanziario derivante dall'1% delle squote sulle scommesse sul calcio, sgravi fiscali per gli investimenti in stadi e centri tecnici, e la creazione di un fondo di private equity per trasformare le infrastrutture sportive in asset redditizi. Un pacchetto di misure che avrebbe sbloccato gli investimenti e rilanciato il calcio italiano.

A differenza di quanto accaduto per eventi come le ATP Finals, la Ryder Cup, le Olimpiadi di Milano-Cortina e l’American’s Cup, il calcio non ha beneficiato di finanziamenti pubblici. Solo ora, a giorni, potrebbe essere dato il via libera ai regolamenti del Fondo italiano per lo sport, con una prima tranche di 100 milioni di euro già stanziata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef).

Entro luglio, i Comuni dovranno fornire alla Figc un report dettagliato sullo stato di avanzamento delle opere, mentre a settembre la Figc darà alla Uefa un'indicazione definitiva sulle sedi designate per Euro 2032. La data fatale è marzo 2027, quando dovranno iniziare i lavori. Il tempo stringe, e l'Italia rischia di perdere un'occasione irripetibile per rilanciare il proprio calcio e l'immagine del Paese.

La cifra parla chiara: mentre la Turchia ha investito centinaia di milioni di euro in infrastrutture moderne, l'Italia si ritrova con stadi obsoleti e un sistema burocratico paralizzante. La partita è aperta, ma il rischio di una sonora sconfitta è più che concreto. E non ci si può nascondere dietro scuse o alibi, perché l'Europa guarda.