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Calcio e segreti: la storia di un campione nascosto rivelata in un documentario

West Hollywood, anni '70. Un’ombra di segreti avvolgeva Nick Powell, calciatore di talento che, dopo brillanti stagioni nel Bournemouth e nel Norwich, scelse l'esilio e il silenzio per proteggere la propria omosessualità. Ora, il documentario “The Last Guest” riporta alla luce una storia di rinascita e riconciliazione.

Dalla pista al silenzio: la scelta di un campione

Dalla pista al silenzio: la scelta di un campione

Powell, che ha collezionato 219 presenze nel Bournemouth e 237 nel Norwich, fu votato miglior giocatore del campionato inglese nel 1979. Ma dietro le luci della ribalta si celava una verità che preferì nascondere: la sua omosessualità. Un peso che lo spinse a tagliare i ponti con il mondo del calcio e con la sua famiglia per ricostruire una vita negli Stati Uniti.

“Io e Nick stavamo cercando un soggetto per un film, e mi sono ricordato di quel vecchio all’apparenza brontolone che vedevo sempre passare davanti al Holloway Motel, a West Hollywood”, racconta il regista Ramiel Petros al Guardian. Un incontro che avrebbe riaperto ferite e portato alla luce un passato sepolto.

Powell, oggi 78 anni, non ha mai considerato la possibilità di rivelare pubblicamente la sua condizione durante la sua carriera calcistica. “Volevo essere chi ero, ma a quel tempo vivere apertamente come omosessuale non era una buona idea”, rivela nel documentario, condividendo la sua storia con Petros e Nick Freeman, i registi, e con Robbie Rogers, il primo calciatore inglese apertamente gay.

Negli anni '80, Powell lasciò l'Inghilterra per un nuovo inizio negli Stati Uniti, dove trovò una libertà che gli era negata nel mondo del calcio. Si sposò con David e gestì per 25 anni il Holloway Motel, un'icona della comunità LGBTQ+ di West Hollywood. Fu lì, in quell'oasi di libertà, che incontrò i registi, dando il via a un percorso di confronto con il passato e di riconciliazione con la famiglia lasciata indietro.

“Non credo che nei prossimi anni ci sarà un calciatore dichiaratamente gay. È troppo difficile dichiararsi e essere accettati, soprattutto in Premier League. È ancora una lega omofobica”, confessa Powell. Un’amara constatazione che riflette la difficile battaglia per l’inclusione nel mondo dello Sport.

La sua storia non è solo quella di un calciatore, ma di un uomo che ha dovuto sacrificare una parte di sé per sopravvivere in un'epoca meno tollerante. Una lezione che risuona ancora oggi, quando il dibattito sull'omofobia nello Sport è tutt'altro che concluso.