Bonfiglio: ‘niente commissariamento politico, serve riforma’ – abodi: ‘il calcio è più della politica’
L’inchiesta milanese perde slancio, e con essa l’ipotesi di un intervento straordinario sulla Federazione. Un’accelerazione inattesa, guidata da Buonfiglio e Abodi, che cercano di disinnescare la tempesta politica.
Bonfiglio: ‘non mi lascio influenzare, ho già commissariato’
Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha fatto eco alle dichiarazioni del governo, prendendo le distanze da ogni forma di imposizione esterna. “Non mi faccio influenzare, da destra, da sinistra, da chi vuole parlare al posto mio. Non esiste. Io sono stato eletto per far rispettare le regole, ma il primo a doverle rispettare sono io.” Buonfiglio ribadisce che il commissariamento, già applicato a pentathlon, cricket e danza sportiva, è una prerogativa sua e non un’arma politica. Parole dure, un segnale chiaro: “Non c’è intenzione di un commissariamento politico. Servono, però, risposte immediate ed efficienti, servono riforme.”

Abodi: ‘a volte si pensa che il calcio sia tutto’
Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha optato per una risposta più pragmatica, sottolineando l’importanza di “considerazioni più ampie”. “A volte si pensa che il calcio sia tutto, ma c’è anche il resto. I contenuti dei quali mi devo occupare sono tanti.” Un’affermazione che, a suo modo, sottintende la necessità di non soffermarsi esclusivamente sulle dinamiche politiche interne al mondo del pallone.

La svolta del decreto
La strada per una riforma del calcio appare ancora lunga e tortuosa. Il Senato sta valutando un disegno di legge, firmato dal deputato di FdI Paolo Marcheschi, che prevede la possibilità di un commissariamento della Federazione da parte del CONI entro 30 giorni. Il presidente del VII Comitato Cultura del Senato, Abodi, si è detto pronto a “fare un invito al governo per un decreto legge”, ma ha anche chiarito che “Sappiamo benissimo che si possono incontrare degli ostacoli giuridici normativi e non vorremmo fare nemmeno un’invasione di campo”.

Un’autonomia a rischio?
L’intervento del CONI, se realizzato, minerebbe l’autonomia dello Sport, suscitando preoccupazioni da parte di istituzioni internazionali come Fifa e Uefa. Buonfiglio ha espresso la necessità di valutare attentamente gli aspetti legali e normativi prima di procedere, sottolineando che “Non vorremmo fare nemmeno un’invasione di campo”. La partita è ancora aperta, e il futuro del calcio italiano è appeso a un filo.

Conclusione
La riforma del calcio non sarà un processo facile, ma la volontà di trovare una soluzione, seppur controcorrente, è palpabile. L’obiettivo è chiaro: garantire un sistema più trasparente, efficiente e libero da condizionamenti esterni. Il calcio, in fondo, ha bisogno di ritrovare la sua identità, e questo richiede coraggio e decisionismo.
