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Atlético madrid: la rabbia esplode contro l'arbitraggio, gil marín alza la voce

La tensione è palpabile a Madrid. L'Atlético non ha digerito le decisioni arbitrali del match contro il Barcellona e, come da copione, ha scelto il canale X (ex Twitter) per manifestare il proprio disappunto. Un messaggio lapidario, inviato alle 19:03, rivela l'attesa per il programma "Tiempo de Revisión" della RFEF e del CTA, un chiaro segnale di insoddisfazione che non lascia spazio a interpretazioni.

La denuncia di gil marín: “vergogna, non è possibile”

La denuncia di gil marín: “vergogna, non è possibile”

Ma è l'intervento del presidente Enrique Cerezo Gil Marín, a tarda sera di domenica, a innalzare i toni. Le sue parole, cariche di amarezza, hanno fatto il giro dei media spagnoli. “Quando vediamo le immagini e ascoltiamo gli audio che condivide la Federación, solo resta da provare vergogna. Non è possibile che ci lascino ascoltare i commenti degli arbitri, completamente contrari a come dovrebbe funzionare il VAR, e non succeda niente”, ha tuonato il dirigente, aggiungendo un'ulteriore stoccata: “Gli arbitri hanno il diritto di sbagliare come giocatori, allenatori e dirigenti, ma gli errori del gioco sono errori. Un’altra cosa è che un arbitro, dalla postazione VAR, predispona il fischietto in campo quando sta giudicando un’azione”.

Queste dichiarazioni, perentorie e senza appello, svelano una frattura profonda tra l'Atlético e la dirigenza calcistica spagnola. Si percepisce un senso di frustrazione accumulato, alimentato da episodi arbitrali che, a detta dei rojiblancos, hanno pesato sul risultato di diverse partite. La polemica non si limita al presente, ma ripesca anche episodi passati, come il derby di LaLiga, dove le decisioni dell'arbitro avevano già acceso gli animi.

L'uso del VAR è da tempo al centro di un acceso dibattito nel calcio spagnolo. La sua implementazione, pensata per ridurre gli errori arbitrali, sembra spesso generare più confusione che chiarezza. Le interpretazioni delle normative, i tempi di consultazione e la percezione di un'influenza indebita da parte della postazione VAR sono solo alcune delle criticità che emergono con frequenza. Il caso Atlético Madrid è solo l'ultimo tassello di un mosaico problematico che richiede una seria riflessione e, possibilmente, una revisione delle attuali procedure.

La partita contro il Barcellona, al di là del risultato sportivo, si è trasformata in un banco di prova per la credibilità del sistema arbitrale spagnolo. E le parole di Gil Marín sono un monito severo: il calcio, si sa, è fatto di passione e competizione, ma non può prescindere da un'imparzialità e una trasparenza che, in questo frangente, sembrano vacillare.