Anderson: basta! il controllo doganale mi ha gelato la passione per le european tour
Gary Anderson, due volte campione del mondo di freccette, ha alzato bandiera bianca alle European Tour, citando un’esperienza traumatica allo scalo doganale polacco come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un addio a sorpresa che getta un’ombra sulla sua partecipazione ai tornei di medio livello e che riaccende il dibattito sulle difficoltà logistiche che affliggono il circuito.
Un incubo doganale a cracovia
La scintilla che ha innescato la decisione di Anderson è stata l’attesa di tre ore e mezza allo scalo doganale di Cracovia (Polonia), durante il primo evento a cui ha partecipato quest’anno. Un’esperienza che, a suo dire, ha compromesso irrimediabilmente il suo entusiasmo. “All’inizio mi divertivo, ma poi è successo quello in Polonia”, ha dichiarato Anderson a Online Darts, “tre ore e mezza al controllo… lì ho detto basta”.
Anderson, noto per il suo carattere schietto, non ha esitato a esprimere il suo disappunto: “Un controllo rapido, un cenno di assenso e via. Questo è quello che dovrebbe succedere. Se dovesse ripetersi, non mi vedranno più”. Un commento che, implicitamente, mette in discussione l’organizzazione del circuito e le procedure di ingresso nei paesi ospitanti.
Non solo Anderson: altri big lamentano disagi. A quanto pare, il campione scozzese non è l'unico a lamentare problemi organizzativi. Anche altri giocatori di spicco, tra cui Jonny Clayton, hanno espresso perplessità nei confronti delle procedure e dei ritardi logistici che hanno ostacolato la loro partecipazione ai tornei.

Focus sui major: il mondiale come obiettivo primario
Nonostante l'addio alle European Tour, Anderson ribadisce il suo impegno verso i tornei più prestigiosi, come il Campionato del Mondo. La sua recente performance al Mondiale del 2026, dove ha raggiunto le semifinali prima di arrendersi a Gian van Veen in una combattutissima sfida (3-6), testimonia la sua determinazione a eccellere sui palcoscenici più importanti. “Il Mondiale è il torneo più importante dell’anno. In qualche modo, lì tutto sembra funzionare. Non so perché, forse è solo fortuna, ma è lì che voglio dare il massimo”, ha spiegato.
L’assenza di Anderson dalla Premier League, a cui ha rinunciato nonostante la possibilità di essere incluso nell'elitario gruppo, sottolinea ulteriormente la sua strategia di concentrazione sui Major. “Il calendario è spietato”, ha affermato, “anche i giocatori che partecipano lo lasciano a causa del carico di lavoro. In questo Sport, alla mia età, devi scegliere con cura”.
Un consiglio amaro, ma sincero, rivolto ai giovani talenti: “Se non punti subito, ti ritrovi in una spirale negativa. È un incubo”.
La decisione di Anderson, dunque, non è un abbandono totale del mondo delle freccette, bensì una scelta strategica volta a preservare le energie e a concentrarsi sui tornei che contano davvero. Il “Flying Scotsman” ha tracciato la sua rotta, lasciando intendere che la passione per lo Sport, pur ferita, non si è spenta del tutto. Resta da vedere se altri giocatori seguiranno la sua scia, mettendo al centro della loro agenda la qualità piuttosto che la quantità degli impegni.
