Abreu, da madeira à serie c: 'forse sono arrivato tardi, ma la vetta è ancora lontana'

José Leonardo Abreu, il centravanti del Picerno, sta riscrivendo la sua storia. Arrivato in Serie C in ritardo, dopo un’esperienza dilettantistica e un’esplosione di gol che lo hanno consacrato come uno dei bomber più prolifici del campionato, ha le chiavi per evitare il playout e sognare la massima serie.

Un sogno nato a madeira: dalle giovanili al mito di ronaldo

Proveniente da Madeira, l’isola che palpita al ritmo di Cristiano Ronaldo, Abreu ha assorbito fin da piccolo l’ossessione per il gol e la voglia di superare se stesso. Crescendo a Funchal, ha potuto assistere da vicino l’evoluzione del suo idolo, un’esperienza che ha plasmato la sua visione del calcio. Un’infanzia dedicata a sognare la maglia del Porto, poi del Benfica, e infine, con un’accelerazione inaspettata, a Picerno.

Dieci gol in un anno: la consacrazione in c

Dieci gol in un anno: la consacrazione in c

La sua stagione al Picerno è stata un trionfo. Dieci gol in un solo anno da professionista, un bottino impressionante che lo ha consacrato come uno dei punti di riferimento del campionato. Un’esplosione di gol che ha entusiasmato i tifosi e alimentato le ambizioni della squadra. Ma Abreu non si accontenta: «Me lo ero prefissato a inizio anno, ci ho lavorato tanto e ce l’ho fatta. Ma non voglio fermarmi, abbiamo l’obiettivo della salvezza».

Oltre il gol: la famiglia e il futuro

Oltre il gol: la famiglia e il futuro

La vita di Abreu è un equilibrio tra il campo e la famiglia. Accanto a lui, la moglie Antonella e il piccolo Santiago. E tra meno di due mesi arriverà Cataleya, la seconda figlia. «A casa siamo io, mia moglie Antonella e il piccolo Santiago. Ma fra meno di due mesi arriva Cataleya». Un attaccamento alla famiglia che si riflette anche nel suo gioco, dove ogni gol è un messaggio per il suo bambino Santiago, a cui mostra ogni tanto «gli occhialetti dopo ogni gol».

Il picerno è salvo: ma non si può dormire sugli allori

Il picerno è salvo: ma non si può dormire sugli allori

Il Picerno, grazie ai suoi gol, è salvo in Serie C. Ma i tre giornate rimanenti non possono essere un momento di relax. «Sì, ma mancano tre giornate al termine e non possiamo staccare la spina. Ci siamo goduti la vittoria di Catania, ma ora pensiamo già alla prossima col Cosenza: impossibile distrarci. Servirebbero altri gol».

Un attaccante che guarda il futuro

Un attaccante che guarda il futuro

Abreu, nato nel ’98, ha trovato il suo posto nel calcio solo adesso. «Forse sì, e magari è legato a qualche scelta che ho sbagliato in questi anni. Ma credo anche che nulla accada per caso: sono arrivato in C adesso, si vede che era il momento giusto. E la scalata non deve finire qua». E non si ferma qui: «Direi proprio di sì. Per ora faccio gli occhialetti dopo ogni gol, per Santiago. Ma appena arriverà la bambina mi inventerò qualcosa anche per lei».

Modelli da emulare: lautaro e malen

Modelli da emulare: lautaro e malen

Guardando il panorama italiano, Abreu ammira il talento di Lautaro Martinez e Malen. «Fanno la differenza più di tutti». Un paragone che testimonia la sua ambizione e la sua voglia di crescere. E, ironicamente, un’ammirazione per l’illustre concittadino Cristiano Ronaldo, che ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i giovani di Madeira. «Madeira vive tutta nel segno di Ronaldo, da anni. Pensate che la casa dove sono cresciuto è a cinque minuti dalla sua residenza di famiglia: in passato l’ho visto spesso, a piedi a Funchal. E per ogni bambino di Madeira il sogno è diventare come Cristiano»

Un finale da protagonista

E se il Picerno si assicura la salvezza, Leo Abreu festeggerà con la famiglia, magari con un nuovo ‘trucco’ per Santiago. «Direi che posso tingermi di rossoblù, come i colori del Picerno».