La polmonite interstiziale, il campanello d'allarme per i polmoni

La fame d'aria e la mancanza di fiato: questi sono i sintomi che più devono far preoccupare in caso di polmonite interstiziale, una forma grave di polmonite che colpisce la parte più profonda dei polmoni.

La storia di claudio baglioni

La storia di claudio baglioni

Il caso del cantante romano, costretto a rinunciare al suo tour estivo a causa di questa malattia, ha messo nuovamente al centro dell'attenzione la polmonite interstiziale, una delle complicanze più serie dell'infezione da Covid-19.

Baglioni, che ha compiuto 75 anni, ha raccontato di come inizialmente pensasse di avere solo una semplice influenza fuori stagione. Solo con ulteriori approfondimenti è stato possibile capire la vera natura del problema.

La necessità di riposarsi e curarsi ha portato il cantante a dover rinunciare al tour, anche perché, come ha sottolineato lui stesso, il suo repertorio è complesso da un punto di vista di voce e fiato.

In Italia ogni anno ci sono circa 150mila ricoveri per polmoniti e 10mila decessi. La polmonite interstiziale può essere causata da infezioni virali, da patologie autoimmuni o dall'esposizione a polveri o sostanze tossiche.

I sintomi sono graduali: si parte con della tosse secca che diventa più intensa nel corso della notte, poi il dolore toracico e la febbre, fino ad arrivare all'affanno e alla mancanza di fiato che costringono al riposo e necessitano di una visita approfondita con annessa radiografia, tac e test della funzionalità respiratoria.

Gli esperti sottolinano che nei più anziani, come Baglioni, i tempi di recupero sono spesso lunghi, ancor più per un cantante che ha bisogno di usare il fiato per fare il suo lavoro.

La cura consiste nell'evitare situazioni di rischio e stressanti per evitare complicazioni o recidive. È importante intervenire con celerità, poiché la risposta del paziente dipende anche dalla rapidità con cui la malattia viene trattata.

Per ridurre l'infiammazione, la terapia antibiotica è spesso sufficiente, mentre in situazioni più gravi possono essere necessari anche corticosteroidi. Se la riduzione dell'ossigeno diventa particolarmente grave può essere necessario intervenire con ossigenoterapia o supporto ventilatorio.