Zampolli: italia al mondiale, oltre il 50% di probabilità

Paolo Zampolli, inviato speciale di Trump, rilancia l’idea del ripescaggio dell’Italia ai Mondiali, alzando la percentuale di possibilità al oltre il 50%. Un’operazione che, secondo l’ex dirigente, è legata a una serie di fattori strategici e logistici.

Un’operazione ‘double down’ dagli stati uniti

Zampolli descrive la situazione come un ‘double down’, termine che riprende il gergo del blackjack. Si tratta di una scommessa, una puntata decisa a Miami per il Gran Premio di Formula 1, dove incontrerà Infantino. La decisione finale, sottolinea l’inviato, spetterà al Presidente e all’organismo FIFA.

La vicenda è nata da un’analisi di Zampolli, che aveva sollevato la possibilità di un ripescaggio dell’Italia al posto dell’Iran, una nazionale che pur non rinunciando alla partecipazione, si trova in una situazione geopolitica complessa, con un conflitto in corso con gli Stati Uniti, una delle sedi del Mondiale.

Le ragioni dietro la mossa, secondo zampolli

Le ragioni dietro la mossa, secondo zampolli

La decisione di puntare sull’Italia non è dettata solo da considerazioni calcistiche, ma anche da un’analisi dei rischi e delle difficoltà logistiche. Gli USA hanno posto dei vincoli molto stringenti sui visti per gli stranieri, e l’invio di persone non ben accette negli Stati Uniti è da considerarsi un’operazione a rischio.

Le reazioni contrastanti

Le reazioni contrastanti

Non tutti condividono l’ottimismo di Zampolli. Il Ministro Abodi e il Presidente del CONI Buonfiglio avevano espresso un parere negativo riguardo al ripescaggio. Tuttavia, l’inviato di Trump sembra determinato a perseguire questa linea, sottolineando che la presenza dell’Italia al Mondiale sarebbe un segnale positivo e un’opportunità unica per il Paese. Trump, secondo Zampolli, non si è espresso direttamente sulla questione, ma non ha manifestato opposizione.

Un mondiale in bilico

Un mondiale in bilico

La situazione resta quindi incerta. Il futuro del Mondiale è ancora appeso a un filo, con la decisione finale che spetterà a Infantino e Trump. Ma, come afferma Zampolli con convinzione, “Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia”.