Buonfiglio al timone: il coni valuta, la politica osserva
Il fronte del calcio italiano è ancora in bilico. La pressione del governo per un commissariamento della Figc si fa sentire, ma il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, punta dritto alla prudenza, definendo la situazione ‘particolare’.
Marco di paola, la voce pragmatica del sistema
Dietro le quinte, Marco Di Paola, vicepresidente del Comitato Olimpico e numero uno della Federazione Italiana Sport Equestri, offre un’analisi lucida e attenta. La sua posizione, quella di un uomo esperto navigato nel mondo dello sport, è chiara: attendere le certezze, non le sensazioni.
Di Paola, intervistato con freddezza, ribadisce la necessità di fonti ‘certe’ – organi preposti del Coni – per prendere decisioni di tale portata. Le pressioni politiche? Risponde con la consueta cautela, sottolineando il ruolo cruciale del Coni come garante della legalità e della correttezza, valori imprescindibili in un’entità pubblica.

La stabilità di buonfiglio e l'assenza di elementi urgenti
Si conferma, dunque, la fermezza del presidente Buonfiglio, un uomo che valuta i fatti con oggettività e senza lasciarsi influenzare da passioni o pressioni esterne. Non ci sono, al momento, relazioni specifiche sull’argomento, né evidenze all’ordine del giorno della Giunta. Un dato di fatto, che testimonia una certa lucidità e una volontà di non farsi trascinare da un clima di instabilità.
La vicenda, tuttavia, non è priva di complessità. La recente dimissione di Gravina e la corsa alle elezioni per il nuovo presidente indicano una profonda crisi di fiducia nel sistema. Un problema che va ben oltre le vicende calcistiche, e che richiede una riflessione più ampia sul ruolo del Coni e del mondo dello sport in Italia.

Un’autonomia che non può essere compromessa
La preoccupazione principale, sottolinea Di Paola, è quella di non minare l’autonomia dello sport, sancita dallo Statuto del Coni e da quello del Cio. Un principio fondamentale, che deve guidare ogni decisione e ogni azione. Buonfiglio, con la sua posizione ferma, è un baluardo di questa autonomia, un uomo che non si lascia intimidire da chi vuole imporre il proprio volere.
Il mistero del derby di San Siro, con i dubbi sui ‘non graditi’ dovuti a Doveri, rimane irrisolto. Un dettaglio che, pur essendo marginale, contribuisce a creare un’atmosfera di incertezza e di tensione. La decisione finale, però, spetterà a Buonfiglio e alla Giunta, che dovranno valutare attentamente tutte le implicazioni di una possibile commissariamento.
