Zaniolo: il sorriso ritrovato a udine, un uomo tra i mille errori
Un sospiro di sollievo, un sorriso che torna a illuminare il volto di Nicolò Zaniolo. Dopo tre anni di tormento, di polemiche e infortuni, il trequartista-seconda punta dell’Udinese ha ritrovato se stesso, la serenità, la consapevolezza di un giocatore capace di andare oltre le ombre del passato.
Dalla crisi all’uomo: la svolta in friuli
«A un certo punto ti guardi allo specchio e dici: ‘Vuoi continuare a essere un ragazzino, oppure dimostrare che hai anche una testa pensante?’», ammette Zaniolo, con la franchezza di un uomo che ha imparato a confrontarsi con i propri demoni. La risposta è arrivata a Udine, lontano dai riflettori, dai clamori, dalle aspettative deluse. Lì, tra le colline del Friuli, ha rinunciato all’energia smodata, all’iperattività che lo aveva sempre affaticato, ricordando le innumerevoli operazioni chirurgiche al piede, i 15 punti di sutura, il prezzo pagato per una gioventù sprecata.

Il peso degli errori, la forza del cambiamento
«Mi ha accompagnato per tutta l’infanzia. Sono sempre stato un bambino, e poi un ragazzo, pieno di energia. Ero a duemila all’ora tutto il giorno. Per i miei è stato veramente molto difficile tenermi a bada, tant’è che mi facevano praticare ogni tipo di sport per stancarmi e scaricarmi». Zaniolo racconta con nostalgia le ore passate a correre, a saltare, a giocare, cercando di contenere quell’energia inesauribile che lo rendeva, a volte, un elemento imprevedibile e problematico. Ora, a 26 anni, la priorità è l’equilibrio, la lucidità, la capacità di gestire le emozioni, di non farsi travolgere dalle correnti del momento. Un cambiamento radicale, frutto di un’esperienza dolorosa, ma anche di una profonda riflessione interiore.

La roma, un capitolo amaro
«C’è un errore di cui mi pento più di altri: la Roma. Roma e la Roma mi hanno accolto quando non ero nessuno e mi hanno cresciuto. Roma città mi ha dato mia moglie Sara e il primo figlio. Insieme ci siamo divertiti, abbiamo esultato per la vittoria in Conference League, conquistata con un mio gol. Mi dispiace per come è finita. Se tornassi indietro, sarebbe la scelta che non rifarei». Il legame con la capitale è stato intenso, fecondo di emozioni, ma anche segnato da un finale amaro, da una rottura brusca che ha lasciato un retrogusto di amarezza. Zaniolo non nasconde la frustrazione, ma sottolinea l’importanza di aver imparato da quegli errori, di averne tratto insegnamento per il futuro.

Oltre il talento, la maturità
«La maturità viene con gli anni, le esperienze - positive e negative - gli errori. Io, alla completa maturità, ancora non sono arrivato. Oggi ho due figli piccoli e per loro sono un esempio come mio padre lo è stato per me. Non potevo continuare in una certa maniera e dovevo trovare una soluzione a certi miei comportamenti sbagliati». La consapevolezza di essere un punto di riferimento per i propri figli, la responsabilità di non deludere le aspettative, sono diventate il motore del suo cambiamento. Zaniolo non è più il ragazzino irrequieto e sognatore di un tempo, ma un uomo determinato, pronto a lottare per i propri obiettivi, senza smarrirsi nel caos del mondo del calcio. Un uomo che, finalmente, ha ritrovato il sorriso e la fiducia in se stesso.
