Morricone, un giovane talento scoprì l'omi: la storia incredibile su la gazzetta

Prima di comporre le colonne sonore leggendarie di Sergio Leone e di conquistare il mondo con C'era una volta in America, Ennio Morricone era un giovane studente di composizione all'Accademia di Santa Cecilia, e collaborava con l'edizione romana de La Gazzetta dello Sport. Una storia che affonda le radici nel secondo dopoguerra e che rivela un aspetto inedito del genio musicale italiano.

Un debutto inaspettato: cronista dell

Un debutto inaspettato: cronista dell'omi

La curiosa vicenda è emersa grazie a un colloquio telefonico tra il Maestro e il caporedattore Mario Pennacchia, risalente al 1978, poco prima della partenza per i Mondiali di calcio in Argentina. L'occasione era legata alla vittoria di Morricone del concorso per l'inno del Mondiale, la Marcha del Mundial '78. Ma la telefonata si è trasformata in un confronto sorprendente sulle origini professionali del compositore, con Pennacchia che ha ricordato con affetto i tempi in cui Morricone, da giovane, si presentava alla redazione romana di La Gazzetta.

“Te sei giocato la memoria? Non ricordi più la Gazzetta di Palazzo Sciarra, quando mi designavi di servizio sull’Omi, alla Vasca Navale, per 800 lire ad articolo? E ora che fai? Hai perso pure la parola?” ha esclamato Morricone, con un tono che tradisce un pizzico di ironia e affetto per quei tempi andati. Un aneddoto che testimonia la versatilità e la curiosità di un artista che ha saputo spaziare tra diversi ambiti creativi.

Lo stesso Morricone si presentò alla redazione come “Ennio, abito a Trastevere e sono romanista di campo Testaccio”, rivelando un attaccamento profondo alle sue origini romane. L'Omi, l'Ottica Meccanica Italiana, era una squadra di calcio locale, specializzata in apparecchi fotografici per l'aeronautica militare, e rappresentava un piccolo ma significativo avamposto del calcio romano.

Un dettaglio sorprendente: vent'anni dopo, proprio in quella squadra, avrebbe mosso i primi passi Agostino Di Bartolomei, futuro capitano della Roma, simbolo di un'epoca.

La Gazzetta dello Sport celebra i suoi 130 anni con una storia ricca di aneddoti e curiosità, dimostrando come anche i più grandi artisti abbiano iniziato da zero, magari seguendo le partite di una squadra minore. Un patrimonio di storie che arricchisce il panorama culturale italiano e che testimonia il valore della cronaca sportiva come specchio della società.

Nonostante la ricerca tra gli archivi dell'edizione romana degli anni '40 non abbia dato i suoi frutti, si spera che i figli di Morricone possano conservare qualche ritaglio di quegli articoli, testimonianze preziose di un periodo formativo per uno dei più grandi compositori del Novecento.