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Volkswagen maggiolino: l'auto che hitler voleva, la storia che ha cambiato il mondo

Prima della Formula 1, prima dei SUV, prima di internet, c'era il Maggiolino. Un'auto che incarna un'epoca, un sogno di mobilità popolare che, tra la guerra e la ricostruzione, ha conquistato il mondo. Ma la sua genesi è più complessa di quanto si possa immaginare, intrecciata con ambizioni naziste e un genio meccanico che ha saputo trasformare un'idea in leggenda.

Un progetto nato nell

Un progetto nato nell'ombra

Il 1938. L'Europa è sull'orlo del baratro. Mentre le tensioni internazionali si fanno sempre più insostenibili, e il regime fascista italiano promulga le leggi razziali, in Germania Ferdinand Porsche, un uomo con una visione, riceve l'incarico di progettare “l’auto del popolo”. Un veicolo accessibile a tutti, capace di soddisfare le esigenze di una classe media in crescita, un’auto che potesse essere prodotta in massa e venduta a un prezzo contenuto. L'idea era di Adolf Hitler, che ne vedeva un potente strumento di propaganda e di controllo sociale.

Porsche, con la sua esperienza maturata alla Daimler e con l'Auto Union, già campione nelle corse, accetta la sfida. Ma il progetto, nato sotto i segni di un'epoca oscura, è destinato a una storia ben più grande.

L'anno successivo, nel 1939, la Kdf-Wagen, acronimo di