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Hamilton, un blackout e antonelli a 50 punti: il belgio riscrive la storia di mercedes

Un problema di erogazione improvviso ha costretto Lewis Hamilton all'incidente a Spa, segnando un drastico rallentamento per la Mercedes e una dolorosa perdita di terreno per George Russell.

Un weekend da incubo per russell: la rabbia e la frustrazione si fanno sentire

Il pilota inglese, che aveva recuperato posizioni significative nelle ultime tre gare grazie a Kimi Antonelli, ha visto svanire ogni speranza a poche curve dal via. Un colpo durissimo, soprattutto considerando il vantaggio di 50 punti accumulato da Antonelli sul rivale italiano.

Ma oltre alla delusione per la perdita di punti, emerge un senso di profonda frustrazione, non solo da parte di Russell, ma anche all'interno del team. Le parole rilasciate a Sky dopo la gara rivelano un’esplicita richiesta: “Voglio solo che la mia macchina sia la stessa di Kimi, non chiedo nulla di meglio”. Una dichiarazione che sottolinea la disparità tecnologica che penalizza il britannico.

Hamilton: "un incidente normale, ma la velocità mancava"

Hamilton: "un incidente normale, ma la velocità mancava"

Hamilton stesso ha minimizzato il contatto, definendolo “un normale incidente di gara”, ma ha subito evidenziato un problema tecnico: “Avrei potuto lasciargli più spazio, lui avrebbe potuto frenare di più, ma se avessi avuto la potenza in rettilineo, non sarebbe successo nulla. Sono molto deluso, ora sono senza parole. Mi sentivo in una buona posizione in curva 1 e all'improvviso sono rimasto senza energia, da lì è tutto svanito”.

La sua analisi rivela un problema tecnico ancora più grave di quanto inizialmente comunicato: un’improvvisa perdita di potenza che ha compromesso la gara. Russell, con un'amara ironia, ha aggiunto: “Ero più lento di una Formula 2”. La situazione è critica, e la Mercedes deve reagire con urgenza.

La Gazzetta dello Sport riporta le parole di Russell che, con un'espressione di amarezza, sottolinea la necessità di un trattamento equiparato a quello riservato ad Antonelli. Un campanello d'allarme per il futuro della squadra.