Bruglia ue boccia taglio carburanti: rischio debito italiano al 138,5%

La Commissione Europea ha pesato sul Governo italiano, bocciando i recenti interventi per mitigare l’aumento dei prezzi dei carburanti. Una decisione che rischia di inasprire ulteriormente la situazione economica del Paese.

Scenario incerto: fine proroga accise a rischio

Il calendario del Consiglio dei Ministri segna con rosso il 7 giugno 2026, data di scadenza della proroga del decreto carburanti. Una misura, nata per contrastare l’impatto della guerra in Iran sui costi energetici, oggi si rivela un onere per le casse dello Stato, pari a 10 milioni di euro al giorno.

Ma la vera notizia non è la scadenza, bensì la reazione di Bruxelles. La Commissione Europea ha infatti ritenuto le misure adottate troppo estese e insostenibili dal punto di vista finanziario, soprattutto alla luce del debito pubblico italiano, ormai al 138,5%, il valore più alto dell'intera Unione Europea.

La manovra del governo: un bonus mirato?

La manovra del governo: un bonus mirato?

Di fronte a questa pressione, il Governo sembra orientato a una strategia di contenimento. Si parla di un bonus una tantum da 100 euro, riservato ai cittadini con ISEE inferiore ai 15.000 euro e, potenzialmente, anche a specifici lavoratori del settore autotrasportato.

Una misura che, pur rappresentando un sostegno concreto per le famiglie più vulnerabili, rischia di acuire le disparità e non di risolvere il problema strutturale dell’elevato debito pubblico. La decisione finale, tuttavia, è ancora da attendere, con l’Europa che esercita una pressione costante per evitare ulteriori aggravi al bilancio.

Dopo mesi di prezzi record, i carburanti mostrano un leggero miglioramento, con il gasolio che si attesta sotto la soglia dei 2 euro al litro. Ma questa tregua è destinata a breve, e il rischio è che il caro carburante torni a pesare sulle tasche degli italiani. La partita è tutt'altro che vinta.