Batterie allo stato solido: la rivoluzione elettrica si fa attendere
Milano – L'entusiasmo per le batterie allo stato solido, promesse di auto elettriche con autonomie record e ricariche fulminee, subisce una battuta d'arresto. A dirlo è Robin Zeng, presidente di Catl, il colosso cinese che domina il mercato globale delle batterie, con parole che gelano gli animi di appassionati e costruttori.
La stima di zeng: 2030, un orizzonte lontano
Secondo Zeng, l'adozione su larga scala di questa tecnologia non avverrà prima del 2030. Non una previsione catastrofica, ma un ritardo significativo rispetto alle aspettative, che ridimensiona drasticamente i tempi della tanto agognata rivoluzione nel settore automotive. La cifra parla chiara: la produzione dovrà raggiungere il milione di veicoli per rendere la tecnologia economicamente sostenibile, una soglia che, secondo le stime di Catl, non verrà superata prima dell'inizio del prossimo decennio.
E anche quando quel traguardo sarà tagliato, i costi elevati limiteranno l'impiego delle batterie allo stato solido ai modelli premium, quelli che superano i 250.000 yuan, equivalenti a circa 33.000 euro. Un prezzo proibitivo per la maggior parte dei consumatori, che continuerà a relegare questa tecnologia a un segmento di mercato di nicchia.

Il nodo tecnico: un'interfaccia fragile
Ma cosa impedisce questa transizione più rapida? La risposta è da ricercarsi nella complessità tecnica della chimica allo stato solido. Attualmente, questa si trova al quarto livello di maturità tecnologica su nove, una fase ancora confinata alla validazione di laboratorio e ai prototipi. Il problema principale risiede nell'interfaccia tra i materiali solidi. Per saldare i componenti, gli ingegneri ricorrono a una pressatura che esercita una pressione di 6.000 atmosfere, un processo che, però, può causare disallineamenti sotto pressione, aumentando la resistenza interna e accelerando il degrado delle celle.
Nel frattempo, Catl continua a puntare sulle batterie a elettrolita liquido, che rappresentano ancora la spina dorsale della produzione. A maggio 2026, la capacità installata ha registrato una crescita significativa, raggiungendo i 33,08 GWh rispetto ai 29,06 di aprile, un segnale che il mercato continua a premiare la chimica tradizionale. L'investimento in ricerca sugli elettroliti al solfuro, stimato in 10 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di euro), dimostra che la partita è tutt'altro che chiusa, ma che la strada da percorrere è ancora lunga e irta di ostacoli.
Le batterie allo stato solido promettono un'autonomia superiore ai 1.000 chilometri con una singola carica, tempi di ricarica paragonabili a un rifornimento di benzina e una maggiore sicurezza grazie all'eliminazione dell'elettrolita liquido infiammabile. Ma la realtà, come spesso accade, è più complessa delle promesse. La rivoluzione elettrica è in arrivo, certo, ma non sarà così improvvisa come molti speravano. La pazienza, in questo caso, sarà una virtù.
n