Derby roma-lazio: rischio sicurezza, orario in bilico per il capitano

La sfida tra Roma e Lazio, penultima giornata di campionato, rischia di non disputarsi a porte aperte. Le preoccupazioni per la gestione del deflusso dagli stadi Olimpico e Centrale, con la finale degli Internazionali d’Italia in programma lo stesso giorno, hanno costretto Questura e Prefettura a rivalutare la situazione.

Un calendario impietoso: la capitale sotto assedio

La concomitanza, frutto di una pianificazione che non teneva conto delle reali esigenze di sicurezza, sta mettendo a dura prova le forze dell’ordine. Il Viminale, prigioniero di protocolli ormai obsoleti, ha più volte vietato di giocare il derby serale, ma la Lega Serie A, con Ezio Simonelli in prima fila, cerca disperatamente una soluzione, puntando alle 12:30, l’unica opzione ancora percorribile.

Una decisione che, inevitabilmente, penalizza i tifosi, costretti a rinunciare al pranzo domenicale allo stadio, e i diritti televisivi, che rischiano di subire un impatto significativo. La pressione è alta, e il tempo stringe. La Prefettura, consapevole dell’alto rischio di degenerazione, preferirebbe un rinvio, ma il costo economico e logistico è proibitivo.

Olimpico in fermento, sinner al centrale: una sfida a più fronti

Olimpico in fermento, sinner al centrale: una sfida a più fronti

L’area intorno all’Olimpico sarà pedonale, con un aumento delle forze dell’ordine per garantire l’ordine pubblico. Ma l’attenzione è particolarmente concentrata sul deflusso dagli stadi, dove si prevede un’affluenza massiccia, soprattutto a seguito della finale del tennis, con Sinner che potrebbe regalare emozioni al Centrale. La sfida, quindi, è gestire un flusso di oltre 10.000 persone, in un contesto già di per sé delicato.

Come sottolinea Angelo Binaghi, presidente della Federtennis,