Alesi e la maledizione monegasca: un testacoda da incubo per la ferrari d'epoca

Montecarlo, 24 aprile 2026. Jean Alesi, un nome che evoca ricordi di sfide al volante e battaglie epiche, è stato nuovamente protagonista di un evento sfortunato nel Gran Premio Storico di Monaco. Un testacoda improvviso all'uscita del tunnel ha coinvolto una Ferrari 312 F1 del 1969, lasciando dietro di sé un quadro di danni ingenti e un senso di déjà vu per il pilota francese.

Un impatto che parla di sfortuna e storia

Un impatto che parla di sfortuna e storia

L'incidente, immortalato da diversi spettatori e rapidamente diventato virale sui social media, ha visto la Ferrari 312 F1, vettura iconica guidata in passato da piloti del calibro di Chris Amon e Pedro Rodríguez, impattare violentemente contro le barriere all'ingresso della chicane. Fortunatamente, Alesi è rimasto illeso, ma i danni alla monoposto sono notevoli, considerando il suo valore storico e la sua rarità. Si parla di una riparazione complessa e costosa, che potrebbe mettere a rischio la partecipazione della vettura alle prossime gare del campionato storico.

Ma la sfortuna di Alesi a Montecarlo non è una novità. Già nel 2021, il pilota francese aveva dovuto abbandonare la gara mentre era in testa con una Ferrari 312B-74 di Niki Lauda. Un tabù che affonda le radici nella sua carriera da pilota, segnata da guasti meccanici e ritiri nelle edizioni del 1990, 1994 e 1995. Nel '96, un problema al motore gli aveva letteralmente negato la vittoria, regalando il trionfo a Olivier Panis, in una delle gare più spettacolari della storia della Formula 1.

La Ferrari 312 F1 del 1969, con il suo motore V12 da 3.0 litri capace di erogare oltre 430 cavalli per una massa di circa 580 kg, rappresentava un'aspirazione alla potenza e all'eleganza. Tuttavia, quell'anno, la Matra Ms80 di Jackie Stewart dominò la scena, relegando la Ferrari a un ruolo di comprimaria. Il testacoda di Alesi, perciò, sembra voler perpetuare una spirale di sfortuna che da troppo tempo avvolge la scuderia di Maranello nel Principato.

Certo, si tratta di un evento storico, e il rischio di incidenti è intrinseco alla natura stessa delle corse. Ma per Alesi e per gli appassionati, questa ennesima disavventura a Montecarlo lascia un retrogusto amaro, la sensazione di un destino ineluttabile che sembra averlo marchiato in questo circuito leggendario. La pista monegasca, con le sue curve insidiose e il suo fascino senza tempo, continua a mettere a dura prova uomini e macchine, ricordandoci che, anche nel mondo delle corse storiche, l'adrenalina e l'incertezza sono sempre dietro l'angolo.