Inzaghi: 'in arabia ho ritrovato me stesso, ma l'italia mi dispiace'
Milano – Simone Inzaghi, a cinquant’anni, festeggia una nuova vita in Arabia Saudita, lontana dalle pressioni del campionato italiano. Un compleanno a 5.000 km da Piacenza, ma con un bilancio più che positivo: “Vivo non bene, ma di più”. Parole che smentiscono qualsiasi nostalgia per la Serie A, e che lasciano intravedere un futuro, almeno per ora, ben lontano dai campi di calcio tricolore.
Un cambio di rotta radicale
L'esperienza in Arabia Saudita si è rivelata una vera e propria svolta. Non solo per i lauti compensi – 27 milioni di euro a stagione con l'Al-Hilal – ma soprattutto per la qualità della vita e l’ambiente di lavoro. “Lo stile di vita, le infrastrutture sportive, la serenità… tutto contribuisce a creare un’atmosfera eccezionale, anche in un lavoro stressante come il mio”, ha dichiarato Inzaghi alla Libertà. Un contrasto netto con le tensioni e le critiche che spesso hanno accompagnato il suo percorso in Italia.
La mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali, però, ha lasciato un segno profondo. “Mi dispiace tantissimo, sono italiano al cento per cento. Mio fratello Filippo ha vinto un Mondiale, immaginate cosa significa per me”, ha ammesso l'allenatore, dimostrando un attaccamento viscerale alle sue radici. Ma la fiducia nel calcio italiano resta intatta: “Si riprenderà, ne sono sicuro”.

Il futuro? niente ritorno, per ora
Nonostante le insistenti voci di un possibile ritorno in Italia, magari sulla panchina della Nazionale, Inzaghi sembra blindare la sua posizione in Arabia. “Sono lusingato, ma sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal”, ha tagliato corto, smentendo ogni speculazione. Sembra che l'allenatore abbia trovato un equilibrio che gli mancava in Italia, tra lavoro e famiglia.
E a proposito di famiglia, il futuro sembra già segnato: il figlio Lorenzo, attaccante di 13 anni, sta già facendo parlare di sé nelle giovanili dell’Al-Hilal. 21 gol in campionato testimoniano il suo talento, e l'altezza di quasi un metro e 80 suggerisce un potenziale enorme. Anche il più piccolo, Andrea, mostra una passione crescente per il pallone. La dinastia Inzaghi è pronta a continuare, anche a migliaia di chilometri da Piacenza, portando avanti una tradizione di calcio e passione che ha fatto la storia.
Inzaghi conclude con un principio fermo: “Non mi sono mai fatto trascinare nelle polemiche”. Un atteggiamento che, in un mondo del calcio spesso dominato da scandali e controversie, denota una maturità e una coerenza ammirevoli. Il suo focus, al momento, è chiaramente rivolto al presente, all'Al-Hilal e alla costruzione di un futuro solido e sereno, lontano dai riflettori, ma vicino al cuore.
