Croce sotto inchiostro: bastoni, var e l'ombra di una frode

L’ex candidato sindaco di Verona, Michele Croce, si trova ora al centro di un’indagine del pool antimafia milanese. Non per promesse elettorali, ma per un’esplosiva denuncia riguardante la partita Inter-Verona del gennaio 2024.

La gomitata che scuote il calcio: un var mancato

L’episodio, una gomitata di Bastoni su Duda, era già stato oggetto di contestazione da parte di Croce, che aveva accusato i giudici del Var di un grave errore, mancando il doveroso intervento dell’on-field review. Un’azione, secondo il suo punto di vista, che avrebbe alterato il corso della partita.

Un’inchiesta che va oltre il singolo episodio

Un’inchiesta che va oltre il singolo episodio

Ma il pm Maurizio Ascione, dopo aver esaminato l’esposto originale, ha deciso di scavare più a fondo. Ha ritenuto, infatti, che la questione non fosse un mero episodio isolato, ma parte di una dinamica più complessa. Ascione ha ascoltato Croce poco prima dell’estate 2025, confermando di aver raccolto elementi audio e video che supportavano la sua tesi.

“Avevo ragione, lo sento nel profondo”

“Avevo ragione, lo sento nel profondo”

Le parole dell’avvocato, riportate da Repubblica, sono state decisive: “Mi ha convocato prima dell’estate 2025. Mi ha detto che avrebbe raccolto audio e video. Riteneva che la mia querela non rappresentasse un episodio isolato. E da quello che leggo, ci avevo visto giusto”. Una dichiarazione che alimenta il dibattito e solleva interrogativi sulle reali responsabilità del VAR e dei suoi assistenti.

Recci e celi: il fronte difensivo in fermento

Recci e celi: il fronte difensivo in fermento

La vicenda, complessa e delicata, coinvolge anche l’ex arbitro Minelli, che ha rivelato la conoscenza di “bussate” e di irregolarità nelle graduatorie. Il nome di Celi è ora al centro dell’attenzione, in vista di un possibile rimpiazzo. La Gazzetta dello Sport seguirà da vicino gli sviluppi di questa inchiesta, che potrebbe avere ripercussioni significative sul calcio italiano.