Arbitri al centro del dibattito: rocchi, gervasoni e la polverina delle designazioni

Un’esplosione di polemiche che scuote il calcio italiano. L’arbitraggio, e in particolare le decisioni prese da figure chiave come Rocchi e Gervasoni, sono al centro di un’inchiesta che sembra voler svelare una rete di votazioni, criteri opachi e una preoccupante mancanza di trasparenza nelle designazioni.

Il caso rocca: un ‘bussare’ che ha scatenato la tempesta

Tutto è iniziato con l’esposto di Domenico Rocca, arbitro che si è visto attribuire decisioni discutibili in diverse partite, soprattutto nel match tra Udinese e Parma del primo marzo 2025. Rocca accusa un sistema di designazione che non tenga conto delle sue precedenti valutazioni, ma che si basi su criteri inesistenti e apparentemente arbitrari. L’audio delle registrazioni, come riportato da Giornalismo Sportivo, testimonia un ‘bussare’ insistente da parte di Rocchi verso Paterna, Var e Sozza Avar, un tentativo di richiamare la loro attenzione su un rigore che, secondo l’arbitro, era innegabile.

Un rigore concesso, si sostiene, solo grazie a un intervento tempestivo, un ‘bussare’ che avrebbe permesso ai VAR di individuare un tocco di mano di N’Dickia nella sfida Inter-Roma. Un episodio che, stando alle ricostruzioni, avrebbe penalizzato l’Inter, lasciando i nerazzurri a lamentare l’omissione di un calcio di rigore evidente.

L’inter sotto accusa: la mancanza di ‘bussate’

L’inter sotto accusa: la mancanza di ‘bussate’

Ma la vicenda non si limita a Rocchi. L’esposto di Rocca solleva anche interrogativi sul ruolo di Gervasoni, supervisore di giornata nell’incontro Inter-Roma. Secondo le ricostruzioni, Gervasoni avrebbe mancato l’intervento necessario per far assegnare il rigore, un silenzio che, a detta di Rocca, avrebbe favorito l’Inter. Si tratta di una dinamica che, se confermata, sottolinea una mancanza di coordinamento cruciale tra l’arbitro di gara e i VAR.

L’inchiesta, alimentata da interrogatori e analisi dei criteri di valutazione, sembra voler mettere in luce una situazione di profonda instabilità nel sistema delle designazioni arbitrali, con accuse di favoritismo, corruzione e una generale mancanza di accountability. Nonostante le polemiche, però, le designazioni per il Bologna-Inter e il derby di Milano dell’aprile 2025 sono state omissamente menzionate, provando una selezione parziale delle prove.

La situazione è complessa e delicata, e chiede una risposta chiara e inequivocabile da parte della FIGC. La trasparenza e l’equità devono essere i principi cardine di un sistema che, altrimenti, rischia di perdere ogni credibilità.